Echi di cronaca dalla Scuola Media Fratelli Maristi 
Anno scolastico 1999-2000

Riportiamo gli articoli che durante l'anno appaiono su "Il Cittadino della domenica" di Monza e Brianza

  • luglio 2000: la sfida del riordino dei cicli 
  • giugno 2000: siamo alla conclusione - ultime attività
  • maggio 2000: il Giubileo della scuola a Chiaravalle
  • dic 1999: Intervista del Cittadino al preside della nostra scuola
  • 27-11: La festa del Gruppo Famiglia Marista (con i biglietti vincenti)
  • 5-11: finalmente l'incontro degli ex-alunni: una festa per tutti
  • invito per la festa del 5 novembre
  • il 5 novembre festa per tutti gli EX-alunni della scuola marista
  • settembre 99 - Quando le classi se ne vanno nei parchi...
  • ottobre - per un'Europa diversa... (dove sono stati i Flli Maristi in estate?)

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    e, naturalmente, per i più curiosi abbiamo conservato anche gli arretrati
    articoli del 96-97
    articoli del 97-98
    articoli del 98-99

    Scuola: la sfida del “riordino”

    pubblicato su "il Cittadino" - Sabato 15 luglio 2000


    Luglio ha spalancato ormai l'estate e a parlare ancora di scuola si rischia di passare per stakanovisti della cartella; ma a sentire i commenti, le richieste e anche le chiacchiere che girano per la nostra Cesano è difficile non rendersi conto che qualche disagio e preoccupazione bollono in pentola..
    I motivi sono diversi: con il mese di settembre nella scuola comincerà a diventare realtà tutta una serie di innovazioni e modifiche strutturali che cambieranno decisamente la scuola e speriamo non solamente la facciata. Conoscendo la naturale inerzia e lentezza di quella che è, a conti fatti, una delle più grandi aziende del mondo occidentale (la scuola italiana può contare su un esercito di oltre 800.000 docenti) è anche inevitabile che questo vento di novità possa soffiare in modi molti diversi, a seconda dei luoghi. Si comincerà dalla autonomia per poi passare gradualmente al riordino dei cicli e i più attenti ci ricordano che è in ballo anche la questione della parità. Quello che poi succederà in pratica non è facile calcolarlo oggi a tavolino, anche se i cambiamenti prenderanno il via in misura discreta e non saranno certo una rivoluzione.
    Ma ci sono alcuni di questi aspetti che toccano molto da vicino alcune realtà locali in misura più concreta ed urgente: mi riferisco alle nostre scuole cattoliche, che si stanno preparando ad un nuovo anno piuttosto intenso. A settembre comincerà per l'ultima volta il ciclo “classico", che conosciamo ormai da oltre 30 anni e più. I bambini inizieranno la loro prima elementare, ma poi?
    Il riordino dei cicli sta ponendo alle nostre scuole cattoliche diversi problemi, che anche la gente avverte con una certa inquietudine. Se la nuova scuola di base prevede 7 anni di scuola sotto una medesima direzione, cosa succederà per quelle scuole che si trovano ad occupare solo i due estremi di questa nuova realtà?
    Da tempo la diocesi di Milano si sta interrogando su questo problema che coinvolge ben 70 scuole del nostro territorio; l'invito e la direzione da prendere sono stati molto chiari e ricalcano le parole del Papa che spinge a conservare la risorsa preziosa della scuola cattolica. Non mancano nemmeno gli strumenti e la fantasia: scuole che si “mettono in rete", collaborazione tra congregazioni, sedi centrali e “satelliti"...
    Ma, come ovviamente succede quando a dirigere ed operare nelle scuole cattoliche sono delle congregazioni religiose, le decisioni non spettano tanto alle comunità locali, quanto ai rispettivi consigli regionali o nazionali. I problemi in gioco sono numerosi e vanno dal calo delle vocazioni e dal conseguente innalzamento dell’età dei religiosi alla rifondazione e ricerca  di nuovi spazi di apostolato; le ipotesi fluttuano e fare promesse sarebbe azzardato, anche perché il Ministero della Pubblica Istruzione renderà noti solo alla fine dell'estate i criteri e i decreti attuativi che regoleranno la nuova scuola: in queste condizioni si possono solo prevedere alcuni orientamenti.
    Crediamo che la scuola cattolica sia una risorsa preziosa per la nostra Cesano e per l’intera società, un bene pubblico che si rivolge a tutti coloro che desiderano confrontarsi con un progetto educativo esigente ma libero; anche a livello regionale si stanno movendo realtà significative, come testimonia la prima legge emanata quest'anno dalla Regione Lombardia, che prevede proprio il finanziamento graduale alle famiglie per consentire a tutte di accedere a questo servizio.
    La sfida che ci attende nel prossimo anno non sarà solo nostra, ma della società civile e in particolare della chiesa; è importante che ad affrontarla non siano solo dei religiosi impegnati a salvaguardare un’attività in cui credono profondamente, insieme ai propri insegnanti, o i parroci preoccupati del futuro di queste istituzioni, ma soprattutto le famiglie, consapevoli che su questo fronte si gioca il bene prezioso e irrinunciabile della libertà.

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    L’ultimo giorno di scuola della scuola di fine millennio

    pubblicato su "il Cittadino" - Sabato 10 giugno 2000


    Ormai per Cesano diventa sempre più difficile trovare spazi liberi sulle pagine del settimanale, tra battesimo della biblioteca , nuove sale del Borromeo, centri commerciali e sottili distinguo tra città e paese… c’è veramente molta carne al fuoco. E questi fermenti vengono vissuti positivamente anche dalle piccole realtà che formano il tessuto cittadino, come può esserlo una piccola scuola che porta avanti il suo progetto educativo ben convinta che le mete si raggiungono a forza di tappe apparentemente limitate. E la conclusione di questo anno scolastico è una di quelle.
    Forse sarà uno degli ultimi anni scolastici “vecchio stile”, forse qualcuno inizierà a rimpiangerli; preferiamo guardare avanti convinti che le possibilità per educare i giovani sono diverse.
    L’ultima settimana per le scuole cattoliche di Cesano ha visto un certo movimento: il 7 c’è stata una messa di ringraziamento, in Santo Stefano, per l’anno scolastico, approfittando della festa di San Marcellino Champagnat, il fondatore dei Maristi, che ha visto raccolti numerosi alunni e genitori del Ciofs, delle Sacramentine e dei Maristi. Il caldo anticipato ha convinto poi anche gli irriducibili professori ad attivare strategie alternative, dalle visite esclusive alle nuove ale restaurate del Palazzo Borromeo, complice un assessore che non sfigura per niente come guida turistica, alle mostre, i festeggiamenti vari e le attività conclusive di fine anno, come la festa di questo sabato presso la media dei Maristi, dove una volta tanto i genitori si mettono dietro le cattedre, anche se solo per organizzare giochi e conteggiare punteggi. E c’è poi chi rilancia persino oltre le date canoniche, come l’appuntamento che i maristi hanno dato per domenica 11 per una biciclettata con i proff nel parco delle Groane, dopo un raduno presso la chiesa della Snia.
    Certo, è faticoso, considerando tutto il lavoro che c’è dietro, ma crediamo che la scuola cattolica si sia lanciata in questa avventura perché conosce la posta in gioco e sa che ne vale la pena.
    Arrivederci a settembre.

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    La scuola marista sui passi del Giubileo

    Sabato 27 maggio 2000
    Scuole in dirittura d’arrivo, un po’ dappertutto, ma oggi qualcuno potrebbe pensare che la scuola media dei “Fratelli Maristi” ha anticipato di un paio di settimane la chiusura. Un po’ troppo, decisamente. E poi non è mica tempo di gite questo!
    E invece siamo di nuovo in viaggio, anzi, oggi i ragazzi, i genitori e il gruppo della Famiglia Marista è impegnato in quel viaggio che da secoli i cristiani si ostinano a ripetere per ricordare a tutti che, su questa terra, siamo tutti di passaggio, quindi non ha senso piantare radici. E poi, non era proprio don Pier che ci ricordava che i cristiani hanno le radici piantate in cielo? A questo punto bisognerebbe spiegarlo ai contadini e ai meteorologi … ma questo è un altro discorso e oggi vogliamo aggiungere al nostro anno scolastico un tassello importante, una pagina di quelle che puoi scrivere solo quando il popolo dei pellegrini si rimette in marcia, per il Giubileo.
    Far capire ai ragazzi cosa possa significare questo segno, questo momento, è sicuramente difficile, anzi, è una sfida che ogni educatore dovrebbe raccogliere. Con i ragazzi di terza media ci abbiamo provato quando, durante la mitica gita di fine ciclo, ci siamo ritrovati a Lucca davanti alla chiesa di san Michele. Immaginatevi il contadino della Pannonia che, dopo aver percorso miglia e miglia, essere passato per sentieri e rimasugli di vie imperiali, aver visto per la prima volta paesi e campagne dove i suoi occhi non si erano mai posati prima, eccolo giungere alle porte di questa splendida città, vedere da lontano quel luccichio, avvicinarsi per scorgere sempre più chiaramente le ali di questo alato protettore dei pellegrini e dirsi felice: “Ci siamo quasi!” Poetico e suggestivo, certo, ma oggi non ci illudiamo che i ragazzi vadano alla ricerca di angeli o si accontentino di macinare chilometri per sentirsi la coscienza a posto. Il Giubileo vuol essere un appuntamento più esigente ma, come tutte i regali, non ci assilla con invadenza.
    Ecco perché oggi, sabato, abbiamo pensato di dedicarlo a percorrere insieme questa tappa; la scelta è caduta sulla suggestiva Abbazia di Chiaravalle che ci ricorda, col silenzio dei suoi mattoni e dei suoi campi, quale strada la fede che abbiamo ricevuto abbia già percorso. E quanti sentieri ancora dobbiamo percorrere per proseguire la strada.
    Con la scuola che si avvicina al capolinea pensiamo di ascoltare oggi una lezione speciale; abbiamo programmato una riflessione, una visita a questi splendidi tesori, e una santa messa. Sarà certamente un’occasione per crescere insieme, piccoli e grandi, seguendo la stessa voce.
     

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    La festa del gruppo Champagnat - 27 novembre

    Una scuola in festa

    l'estrazione del biglietto vincente - un computer multimediale !!!Sabato 27 presso la scuola media dei Fratelli Maristi si è svolta l’annuale festa che ormai da più di 10 anni vede tutta la scuola, gli alunni, le famiglie e gli amici, radunarsi per un gesto concreto di solidarietà. L’occasione è semplice ma significativa: dalla fine di ottobre i ragazzi e le mamme del Gruppo Famiglia Marista sono in fermento per la preparazione di questa festa e per la vendita dei biglietti della sottoscrizione a premi che movimenta un po’ tutti. Nonostante negli anni il numero degli alunni abbia subito un calo piuttosto forte, la quota racimolata in questa occasione rimane positivamente allineata a quella degli anni migliori; segno di un “pochi ma buoni” veramente dinamico.

    E quest’anno i premi della festa non erano mica da ridere; dal computer multimediale alla crociera di Capodanno! Tra un’estrazione e l’altra abbiamo apprezzato le varie scenette delle classi, il contributo dei genitori e degli amici, le torte che facevano bella mostra di sé sui tavoli del mercatino. Così anche per la fine di questo millennio il Gruppo della Famiglia Marista potrà attingere alla generosità di molti per venire incontro alle necessità di numerose famiglie in situazioni d’emergenza. Un grazie quindi a tutti quanti hanno prestato il loro prezioso contributo. E per i più curiosi ricordiamo che le foto della festa sono visibili anche sul nostro sito (www.maristi.it/cesano)

    Fr. Giorgio
     

    Ecco l’elenco dei biglietti vincenti estratti: 
    Ricordiamo che i premi si possono ritirare fino al 15 dicembre, presso la Presidenza della scuola.
    Computer multimediale 4403
    Crociera nel Mediterraneo x 2 persone 1039
    Lettore CD portatile 2373
    Sci Volkl 2268
    Casco 2779
    Telefono cordless Gigaset 2814
    Acquerello antico 947
    Oggetto in argento 1279
    Gelatiera 2336
    Servizio posate 2680
    orologio 1400
    Rollerblade 3878
    Set di Bicchieri 3759
    Raccogli briciole 587
    Macchina Fotografica 392
    Specchiera 2338
    Cesto alimentari 1037
    Vassoio 3123
    Tritacarne Moulinex 1441
    Cesto Profumeria 3271
    Cesto alimentare 2684
    Puzzle 2337
    Felpa 2623
    Confezione caramelle 1070
    Pantaloncini 64
    Sveglia 1345
    Pacco sorpresa 3580
    Salumi Rho 643
    Walkman 611
    Cesto profumi 146
    Borsone 4007
    Servizio caraffa+bicchieri 668
    Ombrello 2745
    Pupazzo 4394
    Confezione vini 3717
    Buono Piega 1671
    Coppe Gelato 3716
    Giaccone Adidas 2392
    Cesto detersivi 2471
    Thermos e borraccia 22

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    Intervista al preside

    a cura di Vittorio Mazzanti

    Le scuole private sono in fermento: si stanno battendo per una scuola libera e per questo chiedono che il governo stanzi dei fondi affinché sia data la possibilità alle famiglie di esercitare un vero diritto di scelta educativa. Ma anche il vasto mondo della scuola statale sta vivendo l'attesa di una riforma globale, già avviata con l'innalzamento dell'obbligo. Di carne al fuoco ce n'è molta per avviare una discussione. Vediamo di approfondire alcune di queste cose parlandone con fr. Giorgio Banaudi, preside della scuola media Maristi di Cesano Maderno.
    Il Preside della scuola, fr. Giorgio Banaudi Poiché in Italia solo le cose provvisorie sembrano destinate a durare (come il vecchio esame di maturità!) molti pensano che questa riforma resterà nel cassetto del ministro, ma l’aver già messo mano a modifiche importanti, come l’obbligo a 15 anni e la preiscrizione universitaria, sono passi concreti. Che la scuola debba cambiare è normale, lo sta già facendo per conto suo e molte di queste nuove regole sono la codifica di sperimentazioni e innovazioni partite dalla scuola. Preoccupano invece alcuni aspetti di questa riforma: due anni fa c’è stato un gran lavorio intorno alle proposte dei famosi “saggi” sui saperi di base. Fiumi d’inchiostro e coinvolgimento della base a volontà, ma di passi concreti non se ne sono ancora visti. Adesso invece la riforma dei cicli sembra muoversi senza nemmeno sentire le voci degli insegnanti. Il nuovo riordino sembra più un livellamento in basso (la riforma accorcia la scuola di un anno) che una maggior offerta formativa. Di contorno vedremo già quest’anno il risultato del nuovo obbligo a 15 anni, con il veto di iscrizione a corsi di formazione professionale, che in diversi casi erano un valido sbocco per molti ragazzi. La legge procede in parlamento ma la riflessione sulla sua bontà è messa un po’ in sordina. Per essere concreti, nel nuovo assetto scompare la scuola media, avremo un’unica scuola di base di 7 anni ma al momento non si sa ancora chi la dovrà gestire, né quali figure saranno incaricate delle varie fasce. Forse una maggior attenzione alle tappe della crescita dei ragazzi potrebbe orientare meglio la suddivisione dei cicli. Per un confronto bisogna conoscere bene i diversi termini; la scuola statale italiana, è un organismo particolare nel panorama europeo; centralista e mastodontica, ma anche ricca di innovazioni e di proposte, può contare su risorse umane e strutturali imponenti. Agli occhi di molti rappresenta la norma, ma spesso ci si dimentica che l'educazione non è un diritto dello stato, che dovrebbe impegnarsi a garantire questo diritto delle famiglie, non sostituirsi ad esse. L'ipotesi di una scuola neutrale, che veicola solo contenuti “politicamente corretti” è piuttosto ingenua. Meglio assumersi responsabilità e impegni chiari; la scuola cattolica si pone su questa linea: presentandosi alle famiglie con una identità precisa, che si fonda sui valori di una fede e di una tradizione che hanno contribuito in modo decisivo alla identità stessa del paese. Liberarsi da una certa idea di stato è oggi richiesto persino dalla legislatura, che finalmente tratta le persone da cittadini e non più da sudditi. Siamo liberi di scegliere il supermercato preferito o di avvalerci di strutture sanitarie alternative: per l'educazione dei nostri ragazzi non dovremmo forse preoccuparci maggiormente? Anche nel lento cammino della legge paritaria è stata riconosciuta la funzione pubblica della scuola non statale. Il termine “privata” comincia a starci veramente stretto.
    Panoramica esterna della nostra scuola
    A parte il fatto che un problema comune è legato al calo demografico, piuttosto marcato nel nostro territorio (non molti anni fa a Cesano  le scuole medie statali erano 3, una più di oggi), il numero ridotto è certamente condizionato dal fattore economico. Il problema della parità scolastica, che da oltre 50 anni viene vanamente dibattuto, è sicuramente l'ostacolo più discriminante. La scuola libera non ha quasi nessuna sovvenzione statale (a parte alcune fasce iniziali) e una famiglia che deve giungere a fine mese, deve per forza di cose fare dei conti precisi. Se si calcola però che la spesa affrontata dallo Stato, per un alunno delle sue scuole medie, è di quasi 8 milioni all'anno, i costi da sostenere per la retta di una scuola libera, spesso inferiori del 50% fanno riflettere. Il presidente della regione Lombardia parla di sprechi enormi in campo scolastico. Ma non è solo questione economica. Un tempo la scuola cattolica era essenzialmente portata avanti da religiosi e suore; oggi il calo di vocazioni e l'invecchiamento hanno ridotto di molto questa presenza, ma in compenso l'apporto di molti laici ha permesso di svolgere un lavoro educativo più articolato ed aperto, conservando in questo modo l’intuizione specifica delle diverse opere.
    Si nota comunque un cambiamento di campo ideale: anni fa la scelta era più diffusa e condivisa per motivi non sempre legati allo specifico della scuola cattolica (molti la sceglievano perché funzionava meglio, senza intoppi, era più tranquilla…), oggi i numeri possono essere inferiori ma le motivazioni sono più mature e consapevoli, la scelta viene fatta con più coerenza.
      Credo che sia un passo falso applicare alla scuola le strategie di marketing tipiche dell'impresa che deve avere la meglio sui concorrenti; per noi la flessibilità è in funzione degli alunni e per meglio rispondere alle esigenze delle famiglie. Ogni anno chiediamo ai genitori di esprimere i loro desideri per quanto riguarda le attività, la scansione settimanale…; non siamo vincolati a strutture burocratiche per attivare iniziative che riteniamo utili. In questo senso siamo un po’ come una famiglia che per decidere non deve compilare protocolli formali, ma semplicemente valuta la situazione e cerca le soluzioni migliori.
    Con il nuovo riassetto dei  plessi scolastici, che prevedono la sopravvivenza di scuole con più di 500 alunni, vede compromesso il vostro futuro
    Questo orientamento riguarda al momento soprattutto le scuole statali e so quanti grattacapi abbia portato ai responsabili. Purtroppo traspare la realtà che la scuola è più in funzione dei posti di lavoro e delle strutture piuttosto che degli alunni; in alcuni casi si è parlato di accorpare scuole materne elementari e medie sotto la direzione di un'unica persona, come se le realtà educative non fossero profondamente differenti!
    Gli alunni all'ingresso della scuola
    Un discorso intelligente sarebbe invece da fare tra scuole cattoliche sul territorio, la responsabilità ultima è della diocesi, che ne consente l'apertura (non abbiamo deciso noi di venire qui, abbiamo accolto l'invito del Cardinale Colombo, che ci ha chiamati a Cesano nel 66) ed è lei che dovrebbe razionalizzare questa rete di scuole, per garantire un servizio migliore nelle diverse zone. È un discorso che bisognerebbe fare prima di esservi costretti dagli eventi: la scuola cattolica è una priorità che viene prima della sopravvivenza di questa o quella realtà specifica e, anche se è difficile, occorrerà mettersi insieme per conservare questa ricchezza. Molte scuole si stanno attivando per offrire ai propri ragazzi una offerta culturale a 360 gradi; corsi di tutti i tipi, permanenza prolungata a scuola,... su questo versante crediamo che il ragazzo non debba esaurire il suo crescere nella scuola. La famiglia, lo sport, il tempo libero (ma ne hanno ancora i ragazzi, oggi?) sono elementi necessari. Una vera autonomia sarebbe quella che, abolendo il valore del titolo legale (roba vecchia, lo propugnava già Sturzo a inizio secolo!) assegna alle scuole una maggior libertà nella scelta dei contenuti e le carica di maggior responsabilità in base ai risultati. Oggi i programmi sono ancora sanciti dal Ministero e le possibilità di intervento sono ridotte. È vero, si può sempre aggiungere quel che si vuole, dall'educazione stradale a quella alimentare, ma certi paletti legati all'orario, alla scansione annuale, sono ancora intoccabili. Credo inoltre che la sensatezza di una proposta educativa non sia legata a quante materie possiamo accollare sui ragazzi, ma sul rispetto di un gradualità che permetta di assimilare un metodo di apprendimento. L’educatore è un po’ come il contadino; ha bisogno di molta pazienza per assaggiare i frutti del suo lavoro. Ce ne accorgiamo soprattutto lavorando nel breve arco della scuola media. Accogliamo bambini e traghettiamo preadolescenti. È il momento in cui si formano le coscienze, si creano quegli atteggiamenti di apertura o chiusura nei confronti degli altri; si tocca con mano l’importanza di un clima familiare sereno e impegnato, che appiana molte difficoltà. Spesso invece ci accorgiamo che sui ragazzi rimbalzano i problemi degli adulti. L’incidenza della scuola sulla loro vita è comunque una delle forze che i ragazzi avvertono tra le tante: tv, amici, giochi, oratorio, feste… Noi partiamo dalla presunzione che i ragazzi devono stare bene a scuola per poter crescere serenamente e su questo obiettivo lavoriamo, ben sapendo che ogni tanto ci sono situazioni difficili da affrontare e problemi che non sempre si possono risolvere immediatamente. Compito della scuola non è affrontare tutto ma aiutare i ragazzi a sapere come affrontare le diverse proposte che vengono dall’esterno. Alunni in sala computerQuesto è un argomento che meriterà un approfondimento ulteriore, difficile toccare un tema così vasto e interessante in poche righe. A questo progetto partecipano ora a pieno titolo anche le scuole non statali (in fin dei conti i nostri alunni sono cittadini come gli altri e quindi la decisione del Comune è più che ragionevole). È evidente un certo squilibrio e fa capolino la tendenza a pensare che tanta ferraglia possa far felice la scuola che ne viene sommersa. Ci vuol poco a moltiplicare le macchine ma serve ben altro per formare competenze. Da anni tengo corsi ad insegnanti in questo ambito e so quanto sia indispensabile che l'innovazione passi, quasi per osmosi, attraverso di loro. Nel progetto Cesmadines ho visto anche un deciso impegno nel prevedere la fase di formazione (che potrebbe partire in tempi rapidi, se il Comune definisce gli ultimi dettagli).
    Sono stato anche invitato dal gruppo di coordinamento di questo progetto per "dare una mano"; e un primo passo è stato quello di rendere più visibile per tutti, i contenuti di questo progetto, con l’allestimento di una pagina Internet (www.didattica.uli.it). L’attenzione agli strumenti è forse giustificabile per un primo avvio, quando serve equipaggiare in modo adeguato le scuole ancora sguarnite; poi servirà una verifica coerente per misurare l’incidenza di tutto questo. Sarà utile mantenere viva l’attenzione su questoprogetto e favorire uno scambio delle esperienze aperto anche ai cittadini. Innanzitutto non credo che nella scuola pubblica regni dappertutto questa "ideologia", ho l'occasione di incontrare molti insegnanti statali e ne conosco di validi; inoltre anche per i docenti della scuola libera il principio della libertà dell'insegnante è un dato di fatto. Certamente l'apertura al confronto, al dialogo sono esigenze irrinunciabili... un riferimento pratico è dato dai libri di testo; molti sono gli stessi che vengono usati anche dalle scuole statali (se un libro è didatticamente valido, il tam-tam dei docenti è efficace!). La nostra è una proposta educativa, non un tentativo di piazzare qualcosa, per quanto valida! Ci rivolgiamo alle famiglie che cercano nella scuola un sostegno per il loro compito educativo, non semplicemente per fornire ai ragazzi cumuli di nozioni. Per prima cosa la scuola cattolica deve essere scuola, e questo presuppone requisiti evidenti: metodi, strumenti, organizzazione, competenza… Stiamo lavorando come docenti per migliorare le nostre competenze didattiche, puntando molto sulle tecnologie informatiche oggi disponibili; puntiamo molto sulla collaborazione e il coinvolgimento delle famiglie e su un ambiente educativo che offra opportunità di crescita anche al di fuori della scuola (con gruppi impegnati, proposte di solidarietà anche per i genitori, campi estivi, possibilità di stage di lingua inglese in Irlanda...).
    Ma noi pensiamo che valga la pena investire anche oltre la scuola, lavorando sul fronte difficile della maturazione personale dei ragazzi, oggi sicuramente più fragili di ieri. Il nostro fondatore, Marcellino Champagnat (fresco fresco di canonizzazione!), era un tipo originale: a scuola c’è andato un solo giorno, anche se poi ha recuperato da grande, ma rimase scioccato dai modi brutali del maestro. Ha riunito un gruppo di giovani per fare scuola in modo diverso. Diceva che per educare un ragazzo bisogna volergli bene. Sappiamo che è così anche oggi; l’aver rivisto giorni fa, al raduno organizzato per i nostri ex-alunni, tanti volti felici ci sembra una garanzia che questo impegno porta frutti.
    A cura di Vittorio Mazzanti
    Curriculum del preside
    Fr. Giorgio Banaudi è nato nel 59, ha incontrato i Fratelli Maristi alle scuole medie e li ha seguiti fino a sceglierli in maniera definitiva. Dopo la maturità magistrale ha svolto 5 anni di insegnamento nella scuola elementare che i Maristi hanno a Roma; si è Laureato in pedagogia a Genova, dove per 12 anni insegna presso l'Istituto Champagnat; nel frattempo ha collaborato con l'Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR ad alcuni progetti su informatica, didattica e telematica (su questi temi ha pubblicato nel 1994 il libro: La bibbia del Modem, quando ancora Internet era un termine oscuro), dal 1995 è preside della scuola di Cesano; dove insegna lettere; collabora inoltre con alcune riviste (Jesus, Tuttoscuola).

    "Note tecniche" sulla scuola
    La scuola è presente sul territorio dal 1966 quando il Comune, su proposta del Card. Colombo; affidò la gestione della scuola civica ai Fratelli Maristi che in Italia conta altre 5 scuole (Roma, Genova, Napoli, Viterbo, Taormina).
    Da allora accoglie ragazzi e ragazze di Cesano e dei comuni limitrofi; vi sono 3 classi (una sola sezione), per un totale di 64 alunni (24 femmine). La scuola funziona di mattina (sabato compreso) e vi sono diverse proposte didattiche liber nei pomeriggi: dopo-scuola, visite culturali, corsi  di pittura e di informatica. Il corpo docente è formato da 3 fratelli maristi e 7 docenti laici, in servizio da numerosi anni. La scuola dispone di una sala computer dotata di 15 Pc in rete. Altre informazioni si possono trovare sul sito della scuola (www.maristi.it/cesano)

    Indice degli articoli


    Finalmente l'incontro degli ex-alunni: una festa per tutti

    Il Cittadino, 13 novembre 99

    le tre violette mariste presentate all'OffertorioQuanti volti per un incontro

    Lo sapevamo che a dar retta alle mamme del gruppo Famiglia Marista c’era poco da star tranquilli! Quando ci siamo lasciati contagiare dal loro entusiasmo per l’incontro con i vecchi alunni della scuola non avevamo ancora ben chiaro quanto impegnativa sarebbe stata l’impresa. Ma non potevamo certo immaginare le soddisfazioni, gli amici e la simpatia che avrebbe raccolto questa kermesse.
    Nella fase dei preparativi, tra il piegare i fogli, l’imbustarli e poi distribuirli, crescevano anche i timori: “Ma quanti verranno? E se ci ritroviamo in quattro gatti?”, e giù altre buste ed etichette…, per scacciar via il pensiero.
    È vero, negli ultimi giorni aumentavano le telefonate, i fax e persino le e-mail di conferma o di saluto (persino dalla California), ma dall’elenco sembravano confermate poco più di 60-70 presenze; poi, venerdì gli ultimi preparativi, e via di corsa alla stazione a prendere gli amici venuti da lontano. Quando scoccano finalmente le fatidiche ore 18 e siamo tutti quanti in Santo Stefano per la celebrazione, i timori svaniscono, i pensieri cominciano a slanciarsi e lo sguardo scorre stupito tra i banchi che continuano a riempirsi; c’è quasi da preoccuparsi, vedendo che la gente continua ad entrare. “E adesso? Tutta questa gente dove la mettiamo?”
    la celebrazione della messa, con 3 ex-alunni sacerdotiMa inizia la S. Messa presieduta da don Lino e concelebrata da 3 ex-alunni diventati sacerdoti e da mons. Meani, il nostro “primo parroco”. È il momento giusto per iniziare a ricordare san Marcellino Champagnat, con  i canti, i doni dell’offertorio e la partecipazione corale di tutti, alunni di oggi e di ieri.
    Subito dopo inizia la festa; la gente si dirige verso il salone dell’ex-Ciofs e cominciano i saluti, i “ti ricordi?”, “ma guarda chi si vede…”; da bravi teorici avevamo persino preparato un video su san Marcellino da vedere con calma, ma avevamo calcolato un numero “normale” di partecipanti così siamo rimasti piacevolmente spiazzati e così dopo che le prime immagini avevano cominciato a scorrere sullo schermo ma senza un audio adeguato, abbiamo pensato che il bello della festa erano proprio le persone che ormai si aggiravano allegramente nella sala, nel piazzale, andavano da un tavolo all’altro del rinfresco, per salutare professori, fratelli maristi tornati a Cesano per questa occasione, vecchi compagni, genitori e nuove leve. Qualcuno voleva proporre un mezzo consiglio comunale, visto che oltre al Sindaco e al vice erano presenti anche un paio di assessori! Quando Champagnat diceva che la scuola marista doveva formare “buoni cristiani e onesti cittadini” aveva già messo in preventivo anche questi esiti.
    A tutti gli amici che hanno partecipato abbiamo lasciato un ricordo che è anche un impegno: un piccolo sandalo con la firma di Marcellino, un invito a continuare quel cammino iniziato tanti anni fa, durante le medie; una strada ben delineata dal desiderio di san Marcellino.
    Il guaio è che molti, prima di salutarsi, ci hanno detto, nemmeno tanto velatamente: “Questa è una iniziativa da continuare, bisogna rifarla!”. Senza fare promesse abbiamo già raccolto la sfida. Per saperne di più e per vedere anche le foto dell’incontro potete visitare il nostro sito web (www.maristi.it/cesano).
    E mentre informiamo che sono già aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico (per informazioni 0362-54206), ricordiamo anche il prossimo appuntamento marista, il 27 di novembre, quando ci sarà la festa del Gruppo Champagnat, con l’annuale sottoscrizione a premi che permetterà di continuare quell’impegno di solidarietà che nella scuola prosegue da ormai 20 anni. A presto.

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    Rinnoviamo l'invito per il 5 novembre

    Il Cittadino, 30 ottobre 99
    Avevamo comunicato nel nostro precedente “invito” a tutti gli ex-alunni dei Fratelli Maristi di Cesano, che non eravamo abituati a starcene con le mani in mano, anche quando i numeri della scuola oscillano in modo imprevisto e persino quando i ministri si divertono a sconvolgere i piani scolastici progettando allegramente di cancellare, su due piedi, l’intera scuola media!
    E proprio in questi giorni ci stiamo rendendo conto di cosa possa aver significato la pur breve parentesi dei 3 anni di scuola media per la vita e il futuro di molti. Abbiamo appena sguinzagliato gli alunni alla ricerca dell’indirizzo perduto e subito sono fioccati i ricordi, le richieste, le conferme. Ne aspettiamo ancora (soprattutto le conferme, che preghiamo di comunicare al più presto!) e ricordiamo a tutti gli ex-alunni che non avessero ancora ricevuto direttamente l’invito (naturalmente queste righe lo sostituiscono egregiamente), che venerdì 5 novembre, alle ore 18, celebreremo nella parrocchiale di s. Stefano, una Messa in onore di san Marcellino Champagnat, il fondatore dei Fratelli Maristi appena proclamato santo; poi vivremo un semplice momento di incontro per rivedere insieme facce note e volti nuovi. Ci hanno già assicurato la loro presenza numerosi amici, alcuni fratelli maristi che hanno passato anni della loro vita in questa realtà, insegnanti di vecchia data. Se poi qualcuno volesse portare una foto o un ricordo concreto di quel periodo (lasciamo spazio alla vostra fantasia), potrebbe servirci per colmare un po’ i buchi dei nostri album fotografici.
    Proprio oggi, in Piazza San Pietro, migliaia di famiglie sono riunite per ribadire il diritto di scegliere liberamente la scuola più coerente con i propri ideali; ritrovarci insieme su questa strada, vuole essere anche uno stimolo a chi, oggi, fa fatica ad investire nel campo educativo, l’unico che veramente può portare frutti al riparo da svalutazioni e impennate di borsa!
    Ci diamo quindi appuntamento a venerdì. Passate parola.

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    La scuola marista chiama a raccolta i suoi ex-alunni

    Il Cittadino, 23 ottobre 99

    Il ritorno dei 1500!

    Un tempo novembre era il mese del riposo quasi obbligato; i primi nebbioni, i ragazzi a scuola, molti lavori fermi… un periodo tranquillo. Ok, ci siamo detti, è il momento adatto per rimetterci in moto. Poche scuse, non ci sono altre feste o appuntamenti. Nella scuola dei Fratelli Maristi, in via S. Carlo, abbiamo pensato, insieme ai genitori del Gruppo, che era giunto il momento di passare alla fase B dei festeggiamenti per San Marcellino. Già, proprio il fondatore dei Maristi che è stato canonizzato nello scorso Aprile. La notizia l’avevamo largamente diffusa, ma oltre alla nostra pacifica invasione di Roma (tra alunni e genitori, la famiglia marista proveniente dal mondo intero superava le diecimila persone!) e all’ovvio risalto dato “in casa”, non avevamo avuto tempo e modo di coinvolgere gli altri.
    Ma gli altri chi? Tutti gli alunni che hanno vissuto con noi. Abbiamo rispolverato un po’ di archivi e ci siamo accorti, con sorpresa, che dal 1966, quando i maristi sono stati chiamati a Cesano dal Card. Colombo, fino ad oggi, nelle nostre classi sono passati più di 1.500 alunni! Certo, qualcuno avrà contribuito più a scaldare il banco che a macinare tabelline e componimenti, ma per noi gli alunni vanno ben oltre il perimetro delle pagelle! Abbiamo perciò pensato di celebrare insieme questo momento così significativo. Abbiamo già inviato l’invito a tutti quanti, ma preferiamo rivolgerci anche dalle colonne del Cittadino per raggiungere proprio tutti.
    Nello stile della semplicità marista che speriamo abbia contagiato anche i nostri alunni di ieri e di oggi, abbiamo pensato ad un momento di incontro molto familiare, una celebrazione per ringraziare il Signore di questo segno importante e un momento conviviale per rivedere volti e persone amiche.
    L’appuntamento è per VENERDÍ 5 novembre, alle ore 18, nella chiesa di S. Stefano, a Cesano Maderno: celebreremo insieme una s. Messa e poi avrà luogo un rinfresco, nel vicino salone dell’oratorio femminile.
    Vorremmo che questo invito giungesse veramente a tutti gli ex-alunni; molti indirizzi saranno sicuramente cambiati e rintracciarli tutti non sarà facile, vi chiediamo pertanto di farvi portavoce e diffondere questo invito ai compagni di classe di allora.
    E siccome il lupo perde il pelo ma conserva tanti altri… pregi, da buoni insegnanti non possiamo mica perdere l’occasione per assegnare anche un piccolo “compito”; ma questo lo comunicheremo sul prossimo numero.
    Naturalmente le ultime notizie si possono trovare sulle pagine web del nostro sito (www.maristi.it/cesano).
    Nell’attesa di poterci incontrare e di sentirci ancora una volta parte della grande famiglia marista, vi salutiamo cordialmente.

    La Comunità dei Fratelli Maristi

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    Quando le classi se ne vanno nei parchi... ovvero: Essere scuola anche in vacanza

    Il Cittadino, 25 settembre 99
    Il nostro Campo Estivo ad Entracque, nel Parco dell’Argentera

    I francesi la chiamano “rentrè” e riescono a conferire al ritorno a scuola un profumo di entusiasmo che la fa sembrare quasi una conquista… Qui invece a Cesano, da bravi brianzoli, diamo meno peso alle etichette e torniamo a scuola con la tranquillità di chi sa che il primo mese è tutto un rincorrersi di feste, gare tra rioni e celebrazioni varie. Anche i ragazzi dei Maristi hanno così ripreso lo zaino per tornare sui banchi… ma la tentazione di prendere invece la via dei monti è stata più forte del solito. Come mai? Da diversi anni la scuola organizza a fine anno una vacanza in montagna  per continuare e completare quel discorso educativo che sui banchi può solo essere avviato. Di solito la nostra meta erano gli altipiani del Trentino, ma quest'anno siamo potuti finalmente ritornare nel Parco dell’Argentera, a pochi passi dalla Francia, nel paesino di Entracque, dove non pochi cesanesi hanno avuto l’opportunità di trascorrere, negli anni passati, vacanze estive che ancora oggi rimpiangono con nostalgia…
    E così dal 1 al 10 luglio con quasi metà degli alunni della scuola, abbiamo vissuto una vacanza decisamente entusiasmante. Le attività svolte sono naturalmente quelle che la montagna suggerisce: lunghe scarpinate sui sentieri dei camosci, giochi nei boschi (evitando accuratamente gli attacchi delle zanzare), passeggiate notturne a lume di lucciola, cene ben poco vegetariane attorno al fuoco, tornei di pallone e volley su campi erbosi, cacce a tesori nascosti negli anfratti più impensati del piccolo borgo occitano. A dare una preziosa manforte ai fratelli maristi presenti c’erano 2 baldi animatori, un gruppo di affiatatissime mamme e, presenza discreta ma indispensabile, lo chef Graziano.
    Nei 10 giorni trascorsi insieme abbiamo avuto modo di sciogliere quelle barriere che comunque la scuola è costretta ad utilizzare: via i “prof”, via gli “alunni”, via anche voti e registro, per riscoprirci tutti quanti coinvolti in un cammino di crescita che vale per tutti. Crediamo che offrire ai ragazzi un’occasione simile sia un’opportunità preziosa per indicare, senza tante parole, un modo diverso di vivere insieme.
    I bagni nel torrente, la fatica nel portare lo zaino, la strada che non finisce mai e che comunque vuoi conquistare fino alla fine, mettono a dura prova i facili entusiasmi e fanno crescere sul serio.
    Abbiamo fatto nuove amicizie e scoperto persone “preziose”, il parroco (che da quelle parti si chiama “priore”), i ragazzi del paese che hanno condiviso con noi alcuni momenti di festa, i genitori che sono venuti a trovarci la domenica… Insomma, c’è rimasta l’acquolina in bocca e chissà che prima della fine dell’anno quest’appetito non ci faccia venire qualche idea interessante.
    Adesso che la scuola ha ripreso il cammino rimane il ricordo e la certezza che una simile esperienza rende più facile la vita di tutti giorni, spesso meno entusiasmante. È lo stesso clima che cerchiamo di rivivere in classe e che proponiamo a coloro che, incuriositi, si avvicinano alla nostra scuola. E per non dimenticare troppo presto abbiamo sistemato il reportage fotografico del campo estivo ad Entracque sulle nostre pagine Internet. Vi invitiamo a visitarlo all’indirizzo: www.maristi.it/cesano/

    Fr. Giorgio

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    Aggiornamento: dicembre 1999