Echi di cronaca dalla Scuola Media Fratelli
Maristi
Anno scolastico 1999-2000
Riportiamo gli articoli che durante l'anno appaiono
su "Il Cittadino della domenica" di Monza e Brianza
luglio 2000: la sfida del
riordino dei cicli
giugno 2000: siamo alla
conclusione - ultime attività
maggio 2000: il Giubileo
della scuola a Chiaravalle
dic 1999: Intervista del Cittadino
al preside della nostra scuola
27-11: La festa del Gruppo
Famiglia Marista (con i biglietti vincenti)
5-11: finalmente l'incontro
degli ex-alunni: una festa per tutti
invito per la festa del 5
novembre
il 5 novembre festa per tutti
gli EX-alunni della scuola marista
settembre 99 - Quando le classi
se ne vanno nei parchi...
ottobre - per
un'Europa diversa... (dove sono stati i Flli Maristi in estate?)
e, naturalmente, per i più curiosi abbiamo conservato
anche gli arretrati
Scuola: la sfida del “riordino”
pubblicato su "il Cittadino"
- Sabato 15 luglio 2000
Luglio ha spalancato ormai l'estate e a parlare ancora di scuola
si rischia di passare per stakanovisti della cartella; ma a sentire i commenti,
le richieste e anche le chiacchiere che girano per la nostra Cesano è
difficile non rendersi conto che qualche disagio e preoccupazione bollono
in pentola..
I motivi sono diversi: con il mese di settembre nella scuola comincerà
a diventare realtà tutta una serie di innovazioni e modifiche strutturali
che cambieranno decisamente la scuola e speriamo non solamente la facciata.
Conoscendo la naturale inerzia e lentezza di quella che è, a conti
fatti, una delle più grandi aziende del mondo occidentale (la scuola
italiana può contare su un esercito di oltre 800.000 docenti) è
anche inevitabile che questo vento di novità possa soffiare in modi
molti diversi, a seconda dei luoghi. Si comincerà dalla autonomia
per poi passare gradualmente al riordino dei cicli e i più attenti
ci ricordano che è in ballo anche la questione della parità.
Quello che poi succederà in pratica non è facile calcolarlo
oggi a tavolino, anche se i cambiamenti prenderanno il via in misura discreta
e non saranno certo una rivoluzione.
Ma ci sono alcuni di questi aspetti che toccano molto da vicino alcune
realtà locali in misura più concreta ed urgente: mi riferisco
alle nostre scuole cattoliche, che si stanno preparando ad un nuovo anno
piuttosto intenso. A settembre comincerà per l'ultima volta il ciclo
“classico", che conosciamo ormai da oltre 30 anni e più. I bambini
inizieranno la loro prima elementare, ma poi?
Il riordino dei cicli sta ponendo alle nostre scuole cattoliche diversi
problemi, che anche la gente avverte con una certa inquietudine. Se la
nuova scuola di base prevede 7 anni di scuola sotto una medesima direzione,
cosa succederà per quelle scuole che si trovano ad occupare solo
i due estremi di questa nuova realtà?
Da tempo la diocesi di Milano si sta interrogando su questo problema
che coinvolge ben 70 scuole del nostro territorio; l'invito e la direzione
da prendere sono stati molto chiari e ricalcano le parole del Papa che
spinge a conservare la risorsa preziosa della scuola cattolica. Non mancano
nemmeno gli strumenti e la fantasia: scuole che si “mettono in rete", collaborazione
tra congregazioni, sedi centrali e “satelliti"...
Ma, come ovviamente succede quando a dirigere ed operare nelle scuole
cattoliche sono delle congregazioni religiose, le decisioni non spettano
tanto alle comunità locali, quanto ai rispettivi consigli regionali
o nazionali. I problemi in gioco sono numerosi e vanno dal calo delle vocazioni
e dal conseguente innalzamento dell’età dei religiosi alla rifondazione
e ricerca di nuovi spazi di apostolato; le ipotesi fluttuano e fare
promesse sarebbe azzardato, anche perché il Ministero della Pubblica
Istruzione renderà noti solo alla fine dell'estate i criteri e i
decreti attuativi che regoleranno la nuova scuola: in queste condizioni
si possono solo prevedere alcuni orientamenti.
Crediamo che la scuola cattolica sia una risorsa preziosa per la nostra
Cesano e per l’intera società, un bene pubblico che si rivolge a
tutti coloro che desiderano confrontarsi con un progetto educativo esigente
ma libero; anche a livello regionale si stanno movendo realtà significative,
come testimonia la prima legge emanata quest'anno dalla Regione Lombardia,
che prevede proprio il finanziamento graduale alle famiglie per consentire
a tutte di accedere a questo servizio.
La sfida che ci attende nel prossimo anno non sarà solo nostra,
ma della società civile e in particolare della chiesa; è
importante che ad affrontarla non siano solo dei religiosi impegnati a
salvaguardare un’attività in cui credono profondamente, insieme
ai propri insegnanti, o i parroci preoccupati del futuro di queste istituzioni,
ma soprattutto le famiglie, consapevoli che su questo fronte si gioca il
bene prezioso e irrinunciabile della libertà.
L’ultimo giorno di scuola della scuola di fine millennio
pubblicato su "il Cittadino"
- Sabato 10 giugno 2000
Ormai per Cesano diventa sempre più difficile trovare spazi
liberi sulle pagine del settimanale, tra battesimo della biblioteca , nuove
sale del Borromeo, centri commerciali e sottili distinguo tra città
e paese… c’è veramente molta carne al fuoco. E questi fermenti vengono
vissuti positivamente anche dalle piccole realtà che formano il
tessuto cittadino, come può esserlo una piccola scuola che porta
avanti il suo progetto educativo ben convinta che le mete si raggiungono
a forza di tappe apparentemente limitate. E la conclusione di questo anno
scolastico è una di quelle.
Forse
sarà uno degli ultimi anni scolastici “vecchio stile”, forse qualcuno
inizierà a rimpiangerli; preferiamo guardare avanti convinti che
le possibilità per educare i giovani sono diverse.
L’ultima settimana per le scuole cattoliche di Cesano ha visto un certo
movimento: il 7 c’è stata una messa di ringraziamento, in Santo
Stefano, per l’anno scolastico, approfittando della festa di San Marcellino
Champagnat, il fondatore dei Maristi, che ha visto raccolti numerosi alunni
e genitori del Ciofs, delle Sacramentine e dei Maristi. Il caldo anticipato
ha convinto poi anche gli irriducibili professori ad attivare strategie
alternative, dalle visite esclusive alle nuove ale restaurate del Palazzo
Borromeo, complice un assessore che non sfigura per niente come guida turistica,
alle mostre, i festeggiamenti vari e le attività conclusive di fine
anno, come la festa di questo sabato presso la media dei Maristi, dove
una volta tanto i genitori si mettono dietro le cattedre, anche se solo
per organizzare giochi e conteggiare punteggi. E c’è poi chi rilancia
persino oltre le date canoniche, come l’appuntamento che i maristi hanno
dato per domenica 11 per una biciclettata con i proff nel parco delle Groane,
dopo un raduno presso la chiesa della Snia.
Certo, è faticoso, considerando tutto il lavoro che c’è
dietro, ma crediamo che la scuola cattolica si sia lanciata in questa avventura
perché conosce la posta in gioco e sa che ne vale la pena.
Arrivederci a settembre.
La scuola marista sui passi del Giubileo
Sabato 27 maggio 2000
Scuole in dirittura d’arrivo, un po’ dappertutto, ma oggi qualcuno potrebbe
pensare che la scuola media dei “Fratelli Maristi” ha anticipato di un
paio di settimane la chiusura. Un po’ troppo, decisamente. E poi non è
mica tempo di gite questo!
E invece siamo di nuovo in viaggio, anzi, oggi i ragazzi, i genitori
e il gruppo della Famiglia Marista è impegnato in quel viaggio che
da secoli i cristiani si ostinano a ripetere per ricordare a tutti che,
su questa terra, siamo tutti di passaggio, quindi non ha senso piantare
radici. E poi, non era proprio don Pier che ci ricordava che i cristiani
hanno le radici piantate in cielo? A questo punto bisognerebbe spiegarlo
ai contadini e ai meteorologi … ma questo è un altro discorso e
oggi vogliamo aggiungere al nostro anno scolastico un tassello importante,
una pagina di quelle che puoi scrivere solo quando il popolo dei pellegrini
si rimette in marcia, per il Giubileo.
Far capire ai ragazzi cosa possa significare questo segno, questo momento,
è sicuramente difficile, anzi, è una sfida che ogni educatore
dovrebbe raccogliere. Con i ragazzi di terza media ci abbiamo provato quando,
durante la mitica gita di fine ciclo, ci siamo ritrovati a Lucca davanti
alla chiesa di san Michele. Immaginatevi il contadino della Pannonia che,
dopo aver percorso miglia e miglia, essere passato per sentieri e rimasugli
di vie imperiali, aver visto per la prima volta paesi e campagne dove i
suoi occhi non si erano mai posati prima, eccolo giungere alle porte di
questa splendida città, vedere da lontano quel luccichio, avvicinarsi
per scorgere sempre più chiaramente le ali di questo alato protettore
dei pellegrini e dirsi felice: “Ci siamo quasi!” Poetico e suggestivo,
certo, ma oggi non ci illudiamo che i ragazzi vadano alla ricerca di angeli
o si accontentino di macinare chilometri per sentirsi la coscienza a posto.
Il Giubileo vuol essere un appuntamento più esigente ma, come tutte
i regali, non ci assilla con invadenza.
Ecco perché oggi, sabato, abbiamo pensato di dedicarlo a percorrere
insieme questa tappa; la scelta è caduta sulla suggestiva Abbazia
di Chiaravalle che ci ricorda, col silenzio dei suoi mattoni e dei suoi
campi, quale strada la fede che abbiamo ricevuto abbia già percorso.
E quanti sentieri ancora dobbiamo percorrere per proseguire la strada.
Con la scuola che si avvicina al capolinea pensiamo di ascoltare oggi
una lezione speciale; abbiamo programmato una riflessione, una visita a
questi splendidi tesori, e una santa messa. Sarà certamente un’occasione
per crescere insieme, piccoli e grandi, seguendo la stessa voce.
La festa del gruppo Champagnat - 27 novembre
Una scuola in festa
Sabato
27 presso la scuola media dei Fratelli Maristi si è svolta l’annuale
festa che ormai da più di 10 anni vede tutta la scuola, gli alunni,
le famiglie e gli amici, radunarsi per un gesto concreto di solidarietà.
L’occasione è semplice ma significativa: dalla fine di ottobre i
ragazzi e le mamme del Gruppo Famiglia Marista sono in fermento per la
preparazione di questa festa e per la vendita dei biglietti della sottoscrizione
a premi che movimenta un po’ tutti. Nonostante negli anni il numero degli
alunni abbia subito un calo piuttosto forte, la quota racimolata in questa
occasione rimane positivamente allineata a quella degli anni migliori;
segno di un “pochi ma buoni” veramente dinamico.
E quest’anno i premi della festa non erano mica da ridere; dal computer
multimediale alla crociera di Capodanno! Tra un’estrazione e l’altra abbiamo
apprezzato le varie scenette delle classi, il contributo dei genitori e
degli amici, le torte che facevano bella mostra di sé sui tavoli
del mercatino. Così anche per la fine di questo millennio il Gruppo
della Famiglia Marista potrà attingere alla generosità di
molti per venire incontro alle necessità di numerose famiglie in
situazioni d’emergenza. Un grazie quindi a tutti quanti hanno prestato
il loro prezioso contributo. E per i più curiosi ricordiamo che
le foto della festa sono visibili anche sul nostro sito (www.maristi.it/cesano)
Fr. Giorgio
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Ecco l’elenco dei biglietti vincenti
estratti:
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Ricordiamo che i premi si possono ritirare fino al 15 dicembre, presso
la Presidenza della scuola. |
Computer multimediale 4403
Crociera nel Mediterraneo x 2 persone 1039
Lettore CD portatile 2373
Sci Volkl 2268
Casco 2779
Telefono cordless Gigaset 2814
Acquerello antico 947
Oggetto in argento 1279
Gelatiera 2336
Servizio posate 2680
orologio 1400
Rollerblade 3878
Set di Bicchieri 3759
Raccogli briciole 587
Macchina Fotografica 392
Specchiera 2338
Cesto alimentari 1037
Vassoio 3123
Tritacarne Moulinex 1441
Cesto Profumeria 3271 |
Cesto alimentare 2684
Puzzle 2337
Felpa 2623
Confezione caramelle 1070
Pantaloncini 64
Sveglia 1345
Pacco sorpresa 3580
Salumi Rho 643
Walkman 611
Cesto profumi 146
Borsone 4007
Servizio caraffa+bicchieri 668
Ombrello 2745
Pupazzo 4394
Confezione vini 3717
Buono Piega 1671
Coppe Gelato 3716
Giaccone Adidas 2392
Cesto detersivi 2471
Thermos e borraccia 22 |
Intervista al preside
a cura di Vittorio Mazzanti
Le scuole private sono in fermento: si stanno
battendo per una scuola libera e per questo chiedono che il governo stanzi
dei fondi affinché sia data la possibilità alle famiglie
di esercitare un vero diritto di scelta educativa. Ma anche il vasto mondo
della scuola statale sta vivendo l'attesa di una riforma globale, già
avviata
con l'innalzamento dell'obbligo. Di carne al fuoco ce n'è molta
per avviare una discussione. Vediamo di approfondire alcune di queste cose
parlandone con fr. Giorgio Banaudi, preside della scuola media Maristi
di Cesano Maderno.
-
La riforma dei cicli è sicuramente il tema che occupa e preoccupa
maggiormente oggi; secondo alcuni è pura demagogia, secondo altri
è invece un passo indispensabile. Cosa ne pensa?
Poiché in Italia solo le cose provvisorie sembrano destinate a durare
(come il vecchio esame di maturità!) molti pensano che questa riforma
resterà nel cassetto del ministro, ma l’aver già messo mano
a modifiche importanti, come l’obbligo a 15 anni e la preiscrizione universitaria,
sono passi concreti. Che la scuola debba cambiare è normale, lo
sta già facendo per conto suo e molte di queste nuove regole sono
la codifica di sperimentazioni e innovazioni partite dalla scuola. Preoccupano
invece alcuni aspetti di questa riforma: due anni fa c’è stato un
gran lavorio intorno alle proposte dei famosi “saggi” sui saperi di base.
Fiumi d’inchiostro e coinvolgimento della base a volontà, ma di
passi concreti non se ne sono ancora visti. Adesso invece la riforma dei
cicli sembra muoversi senza nemmeno sentire le voci degli insegnanti. Il
nuovo riordino sembra più un livellamento in basso (la riforma accorcia
la scuola di un anno) che una maggior offerta formativa. Di contorno vedremo
già quest’anno il risultato del nuovo obbligo a 15 anni, con il
veto di iscrizione a corsi di formazione professionale, che in diversi
casi erano un valido sbocco per molti ragazzi. La legge procede in parlamento
ma la riflessione sulla sua bontà è messa un po’ in sordina.
Per essere concreti, nel nuovo assetto scompare la scuola media, avremo
un’unica scuola di base di 7 anni ma al momento non si sa ancora chi la
dovrà gestire, né quali figure saranno incaricate delle varie
fasce. Forse una maggior attenzione alle tappe della crescita dei ragazzi
potrebbe orientare meglio la suddivisione dei cicli.
-
Perché le scuole cattoliche puntano a qualificarsi come scuole
libere, come dire che quelle pubbliche non lo sono?
Per un confronto bisogna conoscere bene i diversi termini; la scuola statale
italiana, è un organismo particolare nel panorama europeo; centralista
e mastodontica, ma anche ricca di innovazioni e di proposte, può
contare su risorse umane e strutturali imponenti. Agli occhi di molti rappresenta
la norma, ma spesso ci si dimentica che l'educazione non è un diritto
dello stato, che dovrebbe impegnarsi a garantire questo diritto delle famiglie,
non sostituirsi ad esse. L'ipotesi di una scuola neutrale, che veicola
solo contenuti “politicamente corretti” è piuttosto ingenua. Meglio
assumersi responsabilità e impegni chiari; la scuola cattolica si
pone su questa linea: presentandosi alle famiglie con una identità
precisa, che si fonda sui valori di una fede e di una tradizione che hanno
contribuito in modo decisivo alla identità stessa del paese. Liberarsi
da una certa idea di stato è oggi richiesto persino dalla legislatura,
che finalmente tratta le persone da cittadini e non più da sudditi.
Siamo liberi di scegliere il supermercato preferito o di avvalerci di strutture
sanitarie alternative: per l'educazione dei nostri ragazzi non dovremmo
forse preoccuparci maggiormente? Anche nel lento cammino della legge paritaria
è stata riconosciuta la funzione pubblica della scuola non statale.
Il termine “privata” comincia a starci veramente stretto.
-
Dove ci sono scuole pubbliche e private vediamo che mentre le prime
incrementano il numero degli iscritti le seconde sono invece in difficoltà.
È solo una questione di costi per le famiglie?
A parte il fatto che un problema comune è legato al calo demografico,
piuttosto marcato nel nostro territorio (non molti anni fa a Cesano
le scuole medie statali erano 3, una più di oggi), il numero ridotto
è certamente condizionato dal fattore economico. Il problema della
parità scolastica, che da oltre 50 anni viene vanamente dibattuto,
è sicuramente l'ostacolo più discriminante. La scuola libera
non ha quasi nessuna sovvenzione statale (a parte alcune fasce iniziali)
e una famiglia che deve giungere a fine mese, deve per forza di cose fare
dei conti precisi. Se si calcola però che la spesa affrontata dallo
Stato, per un alunno delle sue scuole medie, è di quasi 8 milioni
all'anno, i costi da sostenere per la retta di una scuola libera, spesso
inferiori del 50% fanno riflettere. Il presidente della regione Lombardia
parla di sprechi enormi in campo scolastico. Ma non è solo questione
economica. Un tempo la scuola cattolica era essenzialmente portata avanti
da religiosi e suore; oggi il calo di vocazioni e l'invecchiamento hanno
ridotto di molto questa presenza, ma in compenso l'apporto di molti laici
ha permesso di svolgere un lavoro educativo più articolato ed aperto,
conservando in questo modo l’intuizione specifica delle diverse opere.
Si nota comunque un cambiamento di campo ideale: anni fa la scelta
era più diffusa e condivisa per motivi non sempre legati allo specifico
della scuola cattolica (molti la sceglievano perché funzionava meglio,
senza intoppi, era più tranquilla…), oggi i numeri possono essere
inferiori ma le motivazioni sono più mature e consapevoli, la scelta
viene fatta con più coerenza.
-
La scuola privata, per le sue ridotte dimensioni, gode di maggior flessibilità
rispetto a quella pubblica. Come sapete trarre vantaggio da questa situazione?
Credo che sia un passo falso applicare alla scuola le strategie di marketing
tipiche dell'impresa che deve avere la meglio sui concorrenti; per noi
la flessibilità è in funzione degli alunni e per meglio rispondere
alle esigenze delle famiglie. Ogni anno chiediamo ai genitori di esprimere
i loro desideri per quanto riguarda le attività, la scansione settimanale…;
non siamo vincolati a strutture burocratiche per attivare iniziative che
riteniamo utili. In questo senso siamo un po’ come una famiglia che per
decidere non deve compilare protocolli formali, ma semplicemente valuta
la situazione e cerca le soluzioni migliori.
Con il nuovo riassetto dei plessi scolastici, che prevedono la
sopravvivenza di scuole con più di 500 alunni, vede compromesso
il vostro futuro
Questo orientamento riguarda al momento soprattutto le scuole statali
e so quanti grattacapi abbia portato ai responsabili. Purtroppo traspare
la realtà che la scuola è più in funzione dei posti
di lavoro e delle strutture piuttosto che degli alunni; in alcuni casi
si è parlato di accorpare scuole materne elementari e medie sotto
la direzione di un'unica persona, come se le realtà educative non
fossero profondamente differenti!
Un discorso intelligente sarebbe invece da fare tra scuole cattoliche
sul territorio, la responsabilità ultima è della diocesi,
che ne consente l'apertura (non abbiamo deciso noi di venire qui, abbiamo
accolto l'invito del Cardinale Colombo, che ci ha chiamati a Cesano nel
66) ed è lei che dovrebbe razionalizzare questa rete di scuole,
per garantire un servizio migliore nelle diverse zone. È un discorso
che bisognerebbe fare prima di esservi costretti dagli eventi: la scuola
cattolica è una priorità che viene prima della sopravvivenza
di questa o quella realtà specifica e, anche se è difficile,
occorrerà mettersi insieme per conservare questa ricchezza.
-
Con l'anno prossimo entrerà in vigore il regolamento sull’autonomia
delle istituzioni scolastiche: voi siete già autonomi, quindi quali
vantaggi pensate di trarre da questo nuovo regolamento?
Molte scuole si stanno attivando per offrire ai propri ragazzi una offerta
culturale a 360 gradi; corsi di tutti i tipi, permanenza prolungata a scuola,...
su questo versante crediamo che il ragazzo non debba esaurire il suo crescere
nella scuola. La famiglia, lo sport, il tempo libero (ma ne hanno ancora
i ragazzi, oggi?) sono elementi necessari. Una vera autonomia sarebbe quella
che, abolendo il valore del titolo legale (roba vecchia, lo propugnava
già Sturzo a inizio secolo!) assegna alle scuole una maggior libertà
nella scelta dei contenuti e le carica di maggior responsabilità
in base ai risultati. Oggi i programmi sono ancora sanciti dal Ministero
e le possibilità di intervento sono ridotte. È vero, si può
sempre aggiungere quel che si vuole, dall'educazione stradale a quella
alimentare, ma certi paletti legati all'orario, alla scansione annuale,
sono ancora intoccabili. Credo inoltre che la sensatezza di una proposta
educativa non sia legata a quante materie possiamo accollare sui ragazzi,
ma sul rispetto di un gradualità che permetta di assimilare un metodo
di apprendimento.
-
La responsabilità di un preside nell'educazione di un ragazzo
specie nella fascia di età che va dagli 11 ai 14 anni, è
notevole: Come incidete sull'educazione civica dei vostri alunni, pressati
dalle innovazioni continue del mondo esterno?
L’educatore è un po’ come il contadino; ha bisogno di molta pazienza
per assaggiare i frutti del suo lavoro. Ce ne accorgiamo soprattutto lavorando
nel breve arco della scuola media. Accogliamo bambini e traghettiamo preadolescenti.
È il momento in cui si formano le coscienze, si creano quegli atteggiamenti
di apertura o chiusura nei confronti degli altri; si tocca con mano l’importanza
di un clima familiare sereno e impegnato, che appiana molte difficoltà.
Spesso invece ci accorgiamo che sui ragazzi rimbalzano i problemi degli
adulti. L’incidenza della scuola sulla loro vita è comunque una
delle forze che i ragazzi avvertono tra le tante: tv, amici, giochi, oratorio,
feste… Noi partiamo dalla presunzione che i ragazzi devono stare bene a
scuola per poter crescere serenamente e su questo obiettivo lavoriamo,
ben sapendo che ogni tanto ci sono situazioni difficili da affrontare e
problemi che non sempre si possono risolvere immediatamente. Compito della
scuola non è affrontare tutto ma aiutare i ragazzi a sapere come
affrontare le diverse proposte che vengono dall’esterno.
-
Lei è considerato un esperto dell’informatica in campo didattico.
Nel progetto Cesmadines, iniziativa lodevole promossa dalla amministrazione
comunale, riguardante l'informatizzazione della scuola si prevede una spesa
di 1500 milioni di cui l'80% destinato all'acquisto delle attrezzature
e il 20% per la formazione, consulenza, assistenza... Non ritiene che tale
rapporto sia troppo sbilanciato a sfavore della formazione del personale,
con il rischio di avere una buona strumentazione ma di non avere personale
sufficientemente capace di utilizzarla appieno.
Questo
è un argomento che meriterà un approfondimento ulteriore,
difficile toccare un tema così vasto e interessante in poche righe.
A questo progetto partecipano ora a pieno titolo anche le scuole non statali
(in fin dei conti i nostri alunni sono cittadini come gli altri e quindi
la decisione del Comune è più che ragionevole). È
evidente un certo squilibrio e fa capolino la tendenza a pensare che tanta
ferraglia possa far felice la scuola che ne viene sommersa. Ci vuol poco
a moltiplicare le macchine ma serve ben altro per formare competenze. Da
anni tengo corsi ad insegnanti in questo ambito e so quanto sia indispensabile
che l'innovazione passi, quasi per osmosi, attraverso di loro. Nel progetto
Cesmadines ho visto anche un deciso impegno nel prevedere la fase di formazione
(che potrebbe partire in tempi rapidi, se il Comune definisce gli ultimi
dettagli).
Sono stato anche invitato dal gruppo di coordinamento di questo progetto
per "dare una mano"; e un primo passo è stato quello di rendere
più visibile per tutti, i contenuti di questo progetto, con l’allestimento
di una pagina Internet (www.didattica.uli.it).
L’attenzione agli strumenti è forse giustificabile per un primo
avvio, quando serve equipaggiare in modo adeguato le scuole ancora sguarnite;
poi servirà una verifica coerente per misurare l’incidenza di tutto
questo. Sarà utile mantenere viva l’attenzione su questoprogetto
e favorire uno scambio delle esperienze aperto anche ai cittadini.
-
Mi tolga una curiosità: nella vostra scuola la storia viene letta
con una chiave ideologica diversa rispetto alla scuola pubblica?
Innanzitutto non credo che nella scuola pubblica regni dappertutto questa
"ideologia", ho l'occasione di incontrare molti insegnanti statali e ne
conosco di validi; inoltre anche per i docenti della scuola libera il principio
della libertà dell'insegnante è un dato di fatto. Certamente
l'apertura al confronto, al dialogo sono esigenze irrinunciabili... un
riferimento pratico è dato dai libri di testo; molti sono gli stessi
che vengono usati anche dalle scuole statali (se un libro è didatticamente
valido, il tam-tam dei docenti è efficace!).
-
E per finire, mi dica un motivo per cui i genitori dovrebbero mandare
un figlio da voi piuttosto che alla scuola pubblica.
La nostra è una proposta educativa, non un tentativo di piazzare
qualcosa, per quanto valida! Ci rivolgiamo alle famiglie che cercano nella
scuola un sostegno per il loro compito educativo, non semplicemente per
fornire ai ragazzi cumuli di nozioni. Per prima cosa la scuola cattolica
deve essere scuola, e questo presuppone requisiti evidenti: metodi, strumenti,
organizzazione, competenza… Stiamo lavorando come docenti per migliorare
le nostre competenze didattiche, puntando molto sulle tecnologie informatiche
oggi disponibili; puntiamo molto sulla collaborazione e il coinvolgimento
delle famiglie e su un ambiente educativo che offra opportunità
di crescita anche al di fuori della scuola (con gruppi impegnati, proposte
di solidarietà anche per i genitori, campi estivi, possibilità
di stage di lingua inglese in Irlanda...).
Ma noi pensiamo che valga la pena investire anche oltre la scuola,
lavorando sul fronte difficile della maturazione personale dei ragazzi,
oggi sicuramente più fragili di ieri. Il nostro fondatore, Marcellino
Champagnat (fresco fresco di canonizzazione!), era un tipo originale: a
scuola c’è andato un solo giorno, anche se poi ha recuperato da
grande, ma rimase scioccato dai modi brutali del maestro. Ha riunito un
gruppo di giovani per fare scuola in modo diverso. Diceva che per educare
un ragazzo bisogna volergli bene. Sappiamo che è così anche
oggi; l’aver rivisto giorni fa, al raduno organizzato per i nostri ex-alunni,
tanti volti felici ci sembra una garanzia che questo impegno porta frutti.
A cura di Vittorio Mazzanti
Curriculum del preside
Fr. Giorgio Banaudi è
nato nel 59, ha incontrato i Fratelli Maristi alle scuole medie e li ha
seguiti fino a sceglierli in maniera definitiva. Dopo la maturità
magistrale ha svolto 5 anni di insegnamento nella scuola elementare che
i Maristi hanno a Roma; si è Laureato in pedagogia a Genova, dove
per 12 anni insegna presso l'Istituto Champagnat; nel frattempo ha collaborato
con l'Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR ad alcuni progetti
su informatica, didattica e telematica (su questi temi ha pubblicato nel
1994 il libro: La bibbia del Modem, quando ancora Internet era un termine
oscuro), dal 1995 è preside della scuola di Cesano; dove insegna
lettere; collabora inoltre con alcune riviste (Jesus, Tuttoscuola).
"Note tecniche" sulla scuola
La scuola è presente sul territorio dal 1966 quando il Comune,
su proposta del Card. Colombo; affidò la gestione della scuola civica
ai Fratelli Maristi che in Italia conta altre 5 scuole (Roma, Genova, Napoli,
Viterbo, Taormina).
Da allora accoglie ragazzi e ragazze di Cesano e dei comuni limitrofi;
vi sono 3 classi (una sola sezione), per un totale di 64 alunni (24 femmine).
La scuola funziona di mattina (sabato compreso) e vi sono diverse proposte
didattiche liber nei pomeriggi: dopo-scuola, visite culturali, corsi
di pittura e di informatica. Il corpo docente è formato da 3 fratelli
maristi e 7 docenti laici, in servizio da numerosi anni. La scuola dispone
di una sala computer dotata di 15 Pc in rete. Altre informazioni si possono
trovare sul sito della scuola (www.maristi.it/cesano)
Finalmente l'incontro degli
ex-alunni: una festa per tutti
Il Cittadino,
13 novembre 99
Quanti
volti per un incontro
Lo sapevamo che a dar retta alle mamme del gruppo Famiglia Marista c’era
poco da star tranquilli! Quando ci siamo lasciati contagiare dal loro entusiasmo
per l’incontro con i vecchi alunni della scuola non avevamo ancora ben
chiaro quanto impegnativa sarebbe stata l’impresa. Ma non potevamo certo
immaginare le soddisfazioni, gli amici e la simpatia che avrebbe raccolto
questa kermesse.
Nella fase dei preparativi, tra il piegare i fogli, l’imbustarli e
poi distribuirli, crescevano anche i timori: “Ma quanti verranno? E se
ci ritroviamo in quattro gatti?”, e giù altre buste ed etichette…,
per scacciar via il pensiero.
È vero, negli ultimi giorni aumentavano le telefonate, i fax
e persino le e-mail di conferma o di saluto (persino dalla California),
ma dall’elenco sembravano confermate poco più di 60-70 presenze;
poi, venerdì gli ultimi preparativi, e via di corsa alla stazione
a prendere gli amici venuti da lontano. Quando scoccano finalmente le fatidiche
ore 18 e siamo tutti quanti in Santo Stefano per la celebrazione, i timori
svaniscono, i pensieri cominciano a slanciarsi e lo sguardo scorre stupito
tra i banchi che continuano a riempirsi; c’è quasi da preoccuparsi,
vedendo che la gente continua ad entrare. “E adesso? Tutta questa gente
dove la mettiamo?”
Ma
inizia la S. Messa presieduta da don Lino e concelebrata da 3 ex-alunni
diventati sacerdoti e da mons. Meani, il nostro “primo parroco”. È
il momento giusto per iniziare a ricordare san Marcellino Champagnat, con
i canti, i doni dell’offertorio e la partecipazione corale di tutti, alunni
di oggi e di ieri.
Subito dopo inizia la festa; la gente si dirige verso il salone dell’ex-Ciofs
e cominciano i saluti, i “ti ricordi?”, “ma guarda chi si vede…”; da bravi
teorici avevamo persino preparato un video su san Marcellino da vedere
con calma, ma avevamo calcolato un numero “normale” di partecipanti così
siamo rimasti piacevolmente spiazzati e così dopo che le prime immagini
avevano cominciato a scorrere sullo schermo ma senza un audio adeguato,
abbiamo pensato che il bello della festa erano proprio le persone che ormai
si aggiravano allegramente nella sala, nel piazzale, andavano da un tavolo
all’altro del rinfresco, per salutare professori, fratelli maristi tornati
a Cesano per questa occasione, vecchi compagni, genitori e nuove leve.
Qualcuno voleva proporre un mezzo consiglio comunale, visto che oltre al
Sindaco e al vice erano presenti anche un paio di assessori! Quando Champagnat
diceva che la scuola marista doveva formare “buoni cristiani e onesti cittadini”
aveva già messo in preventivo anche questi esiti.
A tutti gli amici che hanno partecipato abbiamo lasciato un ricordo
che è anche un impegno: un piccolo sandalo con la firma di Marcellino,
un invito a continuare quel cammino iniziato tanti anni fa, durante le
medie; una strada ben delineata dal desiderio di san Marcellino.
Il guaio è che molti, prima di salutarsi, ci hanno detto, nemmeno
tanto velatamente: “Questa è una iniziativa da continuare, bisogna
rifarla!”. Senza fare promesse abbiamo già raccolto la sfida. Per
saperne di più e per vedere anche le foto dell’incontro potete visitare
il nostro sito web (www.maristi.it/cesano).
E mentre informiamo che sono già aperte le iscrizioni per il
prossimo anno scolastico (per informazioni 0362-54206), ricordiamo anche
il prossimo appuntamento marista, il 27 di novembre, quando ci sarà
la festa del Gruppo Champagnat, con l’annuale sottoscrizione a premi che
permetterà di continuare quell’impegno di solidarietà che
nella scuola prosegue da ormai 20 anni. A presto.
Rinnoviamo l'invito per il 5 novembre
Il Cittadino,
30 ottobre 99
Avevamo comunicato
nel nostro precedente “invito” a tutti gli ex-alunni dei Fratelli Maristi
di Cesano, che non eravamo abituati a starcene con le mani in mano, anche
quando i numeri della scuola oscillano in modo imprevisto e persino quando
i ministri si divertono a sconvolgere i piani scolastici progettando allegramente
di cancellare, su due piedi, l’intera scuola media!
E proprio in questi giorni ci stiamo rendendo conto di cosa possa aver
significato la pur breve parentesi dei 3 anni di scuola media per la vita
e il futuro di molti. Abbiamo appena sguinzagliato gli alunni alla ricerca
dell’indirizzo perduto e subito sono fioccati i ricordi, le richieste,
le conferme. Ne aspettiamo ancora (soprattutto le conferme, che preghiamo
di comunicare al più presto!) e ricordiamo a tutti gli ex-alunni
che non avessero ancora ricevuto direttamente l’invito (naturalmente queste
righe lo sostituiscono egregiamente), che venerdì 5 novembre, alle
ore 18, celebreremo nella parrocchiale di s. Stefano, una Messa in onore
di san Marcellino Champagnat, il fondatore dei Fratelli Maristi appena
proclamato santo; poi vivremo un semplice momento di incontro per rivedere
insieme facce note e volti nuovi. Ci hanno già assicurato la loro
presenza numerosi amici, alcuni fratelli maristi che hanno passato anni
della loro vita in questa realtà, insegnanti di vecchia data. Se
poi qualcuno volesse portare una foto o un ricordo concreto di quel periodo
(lasciamo spazio alla vostra fantasia), potrebbe servirci per colmare un
po’ i buchi dei nostri album fotografici.
Proprio oggi, in Piazza San Pietro, migliaia di famiglie sono riunite
per ribadire il diritto di scegliere liberamente la scuola più coerente
con i propri ideali; ritrovarci insieme su questa strada, vuole essere
anche uno stimolo a chi, oggi, fa fatica ad investire nel campo educativo,
l’unico che veramente può portare frutti al riparo da svalutazioni
e impennate di borsa!
Ci diamo quindi appuntamento a venerdì. Passate parola.
La scuola marista chiama a raccolta i suoi ex-alunni
Il Cittadino,
23 ottobre 99
Il ritorno dei 1500!
Un tempo novembre era il mese del riposo quasi obbligato; i primi nebbioni,
i ragazzi a scuola, molti lavori fermi… un periodo tranquillo. Ok, ci siamo
detti, è il momento adatto per rimetterci in moto. Poche scuse,
non ci sono altre feste o appuntamenti. Nella scuola dei Fratelli Maristi,
in via S. Carlo, abbiamo pensato, insieme ai genitori del Gruppo, che era
giunto il momento di passare alla fase B dei festeggiamenti per San Marcellino.
Già, proprio il fondatore dei Maristi che è stato canonizzato
nello scorso Aprile. La notizia l’avevamo largamente diffusa, ma oltre
alla nostra pacifica invasione di Roma (tra alunni e genitori, la famiglia
marista proveniente dal mondo intero superava le diecimila persone!) e
all’ovvio risalto dato “in casa”, non avevamo avuto tempo e modo di coinvolgere
gli altri.
Ma gli altri chi? Tutti gli alunni che hanno vissuto con noi. Abbiamo
rispolverato un po’ di archivi e ci siamo accorti, con sorpresa, che dal
1966, quando i maristi sono stati chiamati a Cesano dal Card. Colombo,
fino ad oggi, nelle nostre classi sono passati più di 1.500 alunni!
Certo, qualcuno avrà contribuito più a scaldare il banco
che a macinare tabelline e componimenti, ma per noi gli alunni vanno ben
oltre il perimetro delle pagelle! Abbiamo perciò pensato di celebrare
insieme questo momento così significativo. Abbiamo già inviato
l’invito a tutti quanti, ma preferiamo rivolgerci anche dalle colonne del
Cittadino per raggiungere proprio tutti.
Nello stile della semplicità marista che speriamo abbia contagiato
anche i nostri alunni di ieri e di oggi, abbiamo pensato ad un momento
di incontro molto familiare, una celebrazione per ringraziare il Signore
di questo segno importante e un momento conviviale per rivedere volti e
persone amiche.
L’appuntamento è per VENERDÍ 5 novembre, alle ore 18,
nella chiesa di S. Stefano, a Cesano Maderno: celebreremo insieme una s.
Messa e poi avrà luogo un rinfresco, nel vicino salone dell’oratorio
femminile.
Vorremmo che questo invito giungesse veramente a tutti gli ex-alunni;
molti indirizzi saranno sicuramente cambiati e rintracciarli tutti non
sarà facile, vi chiediamo pertanto di farvi portavoce e diffondere
questo invito ai compagni di classe di allora.
E siccome il lupo perde il pelo ma conserva tanti altri… pregi, da
buoni insegnanti non possiamo mica perdere l’occasione per assegnare anche
un piccolo “compito”; ma questo lo comunicheremo sul prossimo numero.
Naturalmente le ultime notizie si possono trovare sulle pagine web
del nostro sito (www.maristi.it/cesano).
Nell’attesa di poterci incontrare e di sentirci ancora una volta parte
della grande famiglia marista, vi salutiamo cordialmente.
La Comunità dei Fratelli Maristi
Quando le classi se ne vanno nei parchi... ovvero:
Essere scuola anche in vacanza
Il Cittadino,
25 settembre 99
Il nostro Campo Estivo ad Entracque, nel Parco dell’Argentera
I
francesi la chiamano “rentrè” e riescono a conferire al ritorno
a scuola un profumo di entusiasmo che la fa sembrare quasi una conquista…
Qui invece a Cesano, da bravi brianzoli, diamo meno peso alle etichette
e torniamo a scuola con la tranquillità di chi sa che il primo mese
è tutto un rincorrersi di feste, gare tra rioni e celebrazioni varie.
Anche i ragazzi dei Maristi hanno così ripreso lo zaino per tornare
sui banchi… ma la tentazione di prendere invece la via dei monti è
stata più forte del solito. Come mai? Da diversi anni la scuola
organizza a fine anno una vacanza in montagna per continuare e completare
quel discorso educativo che sui banchi può solo essere avviato.
Di solito la nostra meta erano gli altipiani del Trentino, ma quest'anno
siamo potuti finalmente ritornare nel Parco dell’Argentera, a pochi passi
dalla Francia, nel paesino di Entracque, dove non pochi cesanesi hanno
avuto l’opportunità di trascorrere, negli anni passati, vacanze
estive che ancora oggi rimpiangono con nostalgia…
E così dal 1 al 10 luglio con quasi metà degli alunni
della scuola, abbiamo vissuto una vacanza decisamente entusiasmante. Le
attività svolte sono naturalmente quelle che la montagna suggerisce:
lunghe scarpinate sui sentieri dei camosci, giochi nei boschi (evitando
accuratamente gli attacchi delle zanzare), passeggiate notturne a lume
di lucciola, cene ben poco vegetariane attorno al fuoco, tornei di pallone
e volley su campi erbosi, cacce a tesori nascosti negli anfratti più
impensati del piccolo borgo occitano. A dare una preziosa manforte ai fratelli
maristi presenti c’erano 2 baldi animatori, un gruppo di affiatatissime
mamme e, presenza discreta ma indispensabile, lo chef Graziano.
Nei 10 giorni trascorsi insieme abbiamo avuto modo di sciogliere quelle
barriere che comunque la scuola è costretta ad utilizzare: via i
“prof”, via gli “alunni”, via anche voti e registro, per riscoprirci tutti
quanti coinvolti in un cammino di crescita che vale per tutti. Crediamo
che offrire ai ragazzi un’occasione simile sia un’opportunità preziosa
per indicare, senza tante parole, un modo diverso di vivere insieme.
I bagni nel torrente, la fatica nel portare lo zaino, la strada che
non finisce mai e che comunque vuoi conquistare fino alla fine, mettono
a dura prova i facili entusiasmi e fanno crescere sul serio.
Abbiamo fatto nuove amicizie e scoperto persone “preziose”, il parroco
(che da quelle parti si chiama “priore”), i ragazzi del paese che hanno
condiviso con noi alcuni momenti di festa, i genitori che sono venuti a
trovarci la domenica… Insomma, c’è rimasta l’acquolina in bocca
e chissà che prima della fine dell’anno quest’appetito non ci faccia
venire qualche idea interessante.
Adesso che la scuola ha ripreso il cammino rimane il ricordo e la certezza
che una simile esperienza rende più facile la vita di tutti giorni,
spesso meno entusiasmante. È lo stesso clima che cerchiamo di rivivere
in classe e che proponiamo a coloro che, incuriositi, si avvicinano alla
nostra scuola. E per non dimenticare troppo presto abbiamo sistemato il
reportage fotografico del campo estivo ad Entracque sulle nostre pagine
Internet. Vi invitiamo
a visitarlo all’indirizzo: www.maristi.it/cesano/
Fr.
Giorgio
Aggiornamento: dicembre
1999