Domenica 15 Gennaio 2012 10:34
il Preside
In arrivo la settimana culturale dell’Istituto Fratelli Maristi
Grande fermento nell’Istituto dal 23 al 28 gennaio
 Come già comunicato e divulgato a tutta la cittadinanza, quest’anno i Fratelli Maristi vogliono ricordare con una serie di eventi il loro 80° anno di presenza sul territorio di Giugliano. Non per celebrare il passato ma per costruire concretamente un presente ed un futuro migliori. Si è pensato di offrire alle famiglie, alunni ed exalunni e a tutti gli amici che conoscono la nostra storia, una serie di proposte culturali ben in linea con la mission dell’Istituto. Il fondatore dei Maristi amava le sintesi efficaci; scrivendo al Re di Francia per spiegare qual era la missione dei Fratelli Maristi, la condensava in questo impegno educativo: formare degli onesti cittadini e dei buoni cristiani. Su questo binomio si giocano i due convegni che intendiamo ospitare prossimamente. Nel primo incontreremo nuovamente il nostro magistrato Raffaele Cantone (martedì 24 gennaio, alle ore 18), che ci fornirà preziose coordinate per capire cosa si deve intendere oggi con il binomio “onesto cittadino”. Un tema caldo e scottante, non solo sulla nostra terra e non solo in questi nostri turbolenti giorni. Farà effettivamente da contraltare l’intervento di don Luigi Merola (giovedì 26 gennaio, alle ore 18), giovane sacerdote impegnato sul fronte del recupero dei ragazzi più disagiati di Napoli che ci porterà la sua esperienza e il senso che ogni cristiano è chiamato a dare oggi per vivere bene la propria missione. Oltre alle conferenze abbiamo pensato a due momenti musicali: uno più indirizzato al mondo giovanile (siamo una scuola, non una casa per anziani!), sul filone della Christian Music. Sarà bello vedere e sentire un concerto di canzoni attuali, dove il rock accompagna con grinta il messaggio del vangelo. Per questo sarà con noi la Gioiosa Band, lunedì sera, alle ore 21. Il secondo concerto sarà invece di taglio lievemente diverso: musica gospel, in compagnia del coro “Direzione Gospel” che è ben conosciuto sul territorio, la loro performance è previsto per mercoledì 25, sempre alle ore 21 Naturalmente anche per i ragazzi della scuola saranno coinvolti. Essendo proprio nella settimana della Memoria e considerato che il giorno clou, il 27, sarà anche la festa cittadina di San Giuliano, abbiamo pensato di offrire agli alunni una rappresentazione sul tema della Shoha: “Non c'è futuro senza memoria”, realizzata dalla locale Associazione Domitian Coast. Sempre in questi giorni sarà presentata al pubblico una MOSTRA STORICA: abbiamo aperto gli archivi della scuola, spulciato tra centinaia di fotografie e vecchi documenti, rispolverato cimeli e ricordi cari. Un’occasione per conoscere meglio noi stessi. E proprio per questo stiamo diffondendo tra tutti gli ex-alunni l’invito a partecipare ad una giornata speciale, prevista per sabato 28 gennaio. Vorremmo raggiungere il maggior numero possibile di antichi alunni della scuola, sono stati invitati i fratelli maristi che hanno svolto qui parte del loro apostolato, i docenti che si sono avvicendati nel termpo. Un gruppo di fedelissimi sta mettendo a punto una giornata da ricordare. Per conoscere i dettagli, per segnalare adesioni e per sapere di che si tratta, vi invitiamo a consultare il sito della scuola, che segue in tempo reale lo svolgersi di questo speciale 80°. Seguiteci su www.maristi.eu/giu
Fr. Giorgio Banaudi, direttore dell’Istituto

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2012 10:49
Lunedì 05 Dicembre 2011 08:51
il Preside
pubblicato su Abbìabbè di sabato 3 dicembre 2011
Il vescovo Spinillo apre i festeggiamenti per gli 80 anni dei fratelli maristi a Giugliano.
I fratelli costantemente assorti nel formare degli “onesti cittadini e dei bravi cristiani.”
L’apertura degli eventi per festeggiare gli 80 anni di presenza marista a Giugliano è avvenuta lunedì 28 novembre, anniversario della posa della prima pietra del nuovo istituto, con la celebrazione di una Santa Messa di ringraziamento celebrata dal vescovo Sua Ecc. Mons. Angelo Spinillo.
In tanti hanno voluto festeggiare l’impegno educativo e sociale della comunità: genitori, ragazzi, molti ex alunni e nella chiesa, gremita di persone, presenti anche le autorità cittadine, quali il sindaco Pianese e il comandante della polizia municipale Baldi, a sottolineare ancor più il ruolo sociale dell’istituto marista a Giugliano.
Nella società attuale, che va verso una forma di vita sempre più intensa, legata all’efficienza e alla produttività, la dimensione religiosa sembra relegata al passato. I fratelli maristi con impegno quotidiano e con semplicità hanno costruito una dimensione degna del vivere in comunità e tutt’ora hanno un ruolo chiave per “svecchiare” la religiosità da un’aura antica e pedante. Come scuola cattolica vivono l’impegno di formare persone in grado di cambiare le cose a livello sociale, sempre in bilico tra la profezia e il servizio alle famiglie che faticano a cogliere questa missione. Tante sono anche le occasioni in cui si aprono al territorio e come punto di riferimento culturale e nella messa a disposizione degli ampi spazi interni e cortili.
Sempre pronti alle emergenze come il loro santo fondatore San Marcellino Champagnat, nel lontano 1931, giungono a Giugliano per gestire un orfanotrofio cittadino. I primi 40 anni della loro storia nel nostro paese sono legati all’edificio di Corso Campano, attualmente sede della scuola media Basile, i secondi 40 anni sono legati al nuovo istituto di via Fratelli Maristi, ultimato nel giro di un anno.
“Come le violette profumano l’aria del bosco senza farsi vedere” : in questo modo pochi fratelli hanno creato una comunità di famiglie, di giovani, di alunni.
Domenica 4 dicembre sarà costituita la prima associazione di ex-studenti dell’istituto, un modo per ritrovarsi e tenere vivi ,con il ricordo, i valori acquisiti trascorrendo gli anni più teneri della propria vita con i Fratelli Maristi.
Se l’attività e l’opera della comunità mariana potrebbero apparire alquanto discrete ai molti, se non altro per riserbo degli stessi Fratelli, non dobbiamo dimenticare che un obiettivo fisso e come dire ‘ambizioso’ lo hanno ben chiaro: formare degli onesti cittadini e dei bravi cristiani. Ci saranno numerosi incontri nel corso dell’anno per sottolineare l’attività di questi otto decenni e se per “onesti cristiani” saranno invitati fratelli di altre comunità italiane, per “onesti cittadini” sarà ospite dell’istituto. nel mese di gennaio, il magistrato Raffaele Cantone, anche in qualità di ex-alunno. Non mancheranno anche incontri sportivi e spettacoli di fine anno.
Una Comunità che si sta formando tassello dopo tassello, come un mosaico dai mille colori all’insegna di un obiettivo comune. Questa la metafora del mosaico realizzato dai professori Maurizio Palladino e Melania di Fiore, docenti d’arte della scuola. Mosaico di san Marcellino, svelato proprio alla fine della Santa Messa e allocato nell’atrio del cortile dell’istituto. Fede, sogni ma soprattutto tanta costanza e lavoro accompagnati da un pizzico di originalità, questo sperano di comunicare ai loro alunni. Ci piace pensare che in questi primi 80 anni ci siano riusciti abilmente.
Valentina Angelini
Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2011 08:58
Sabato 26 Novembre 2011 15:05
il Preside
pubblicato su Abbìabbè di sabato 26 novembre
Scuola multimediale? No, semplice quotidiano
A scuola con i netbook: al liceo marista è già realtà
Lo sappiamo: la scuola cambia perché i tempi sono ormai cambiati. Senza tentare di precedere o rincorrere le dinamiche comunicative attuali, è importante che la scuola prepari le persone a usare gli strumenti che effettivamente servono, quelli che ormai la gente usa. Non quelli che ricorda.
Se abitassimo ancora nelle caverne, invece di penne e vocabolari potremmo mettere nello zaino clave e vasi di ceramica, oppure stampini di piombo e penne d’oca per narrare imprese. Cosa dite? Che stiamo ancora raschiando nel basso medioevo? Che forse oggi i ragazzi sono più abituati agli sms e alle tastiere dei pc? Che probabilmente il futuro non si potrà accontentare della carta e dei libri? Esatto. Le cose stanno proprio così e ben sapendo che certi passaggi epocali richiedono tempi lunghi per essere digeriti, cominciamo a cambiare il menu.
Ed è proprio quello che è successo con gli alunni del nostro liceo, quando a metà ottobre si sono visti mettere tra le mani i netbook da usare in classe.
Era un sfida e una promessa preparata da tempo, perciò nessuna scena isterica o commento hi-tech sopra le righe. Semplicemente si prende, si accende e si clicca come già si fa a casa, nello studio di papà, con gli amici, un po’ dovunque.
Quest’anno al liceo si è deciso di iniziare questa sperimentazione perché ci sembra che i tempi siano ormai maturi. Non sono molte le scuole che utilizzano il netbook come strumento quotidiano : a cercare su Internet si trova qualcosa in piccole nicchie fortunate su al nord, in qualche istituto baciato dagli sponsor o dall’intuito di docenti preparati. Ci sono classi che hanno adottato l’iPad, altri che viaggiano su tablet alternativi, altre ancora che si affidano alla provata esperienza degli strumenti già noti ai ragazzi. Nel nostro piccolo abbiamo scelto di dotare ogni alunno di un semplice netbook, di quelli con lo schermo da 10 pollici (la pagina di un libro non è molto più larga, e tra l’altro non si può ingrandire!), con accesso wireless (la scuola è cablata da tempo e dispone di accesso a Internet per le esigenze didattiche). E naturalmente tutto il corredo software per agevolare il lavoro didattico, con un occhio di riguardo alle soluzioni open source, che spesso sono le più dinamiche e avanzate.
Sul versante dei libri la scuola si è già incamminata verso l’adozione di ebook, in alcune discipline il testo adottato è proprio quello in formato digitale. Questo non significa abbandonare la carta, significa aggiungere risorse e flessibilità a quanto già si conosce.
Così da diverse settimane gli alunni dispongono di questo strumento, sempre disponibile in aula (per il momento non viene portato a casa, anche perché tutti dispongono di una postazione domestica). Il primo vantaggio è quello di non dover più attendere gli orari liberi della sala computer. Ogni volta che serve, il pc è sottomano. In alcune materie è utile per leggere, ricercare, prendere appunti, per la stesura di testi e l’approfondimento. In altre invece il lavoro diventa più versatile e funzionale.
Le aule sono già equipaggiate di pc per il docente e videoproiettore: visualizzare su grande schermo gli appunti o il video che racconta in modo dinamico ciò che le parole non sempre riescono a rivelare è sempre un vantaggio. Ma questo è già il presente per la nostra scuola, niente di particolarmente innovativo.
Il lavoro più interessante è quello sul versante dei docenti. Per qualcuno si tratta di una sfida stimolante, che obbliga ad approfondire lo strumento e le sue possibili declinazioni, per altri è quasi pane quotidiano. Nel mondo della scuola è consuetudine scambiarsi mail, condividere documenti, ricercare online. Queste abilità e competenze passano quasi in modo trasparente da una persona all’altra. E non è poco.
Naturalmente speriamo di riuscire a dotare anche la seconda classe con strumenti del genere. Il problema di fondo è ovviamente di tipo economico: la nostra scuola paritaria, a dispetto delle chiacchiere di chi solitamente non è ben informato, non riceve nessun contributo statale e pur rivestendo una funzione pubblica, le famiglie che la scelgono si ritrovano ad essere penalizzate. Ma siamo in Italia ed è più facile investire in cinema e gastronomia che cultura e futuro.
Proprio giovedì scorso è andato in onda su Teleclub un breve servizio che documentava gli usi quotidiani della tecnologia in classe: l’uso dell’aula virtuale (un ambiente dove i ragazzi possono trovare documentazione e attività, in collaborazione con i docenti), la possibilità per le famiglie di essere informati in tempo reale (il registro on-line permette di consultare i voti, le pagelle, i compiti…).
Ogni alunno della scuola può utilizzare un indirizzo di posta elettronica gestito in sinergia con Google (il che significa uso di tecnologie avanzate, cloud computing, garanzie e sicurezza) e il sito della scuola offre informazioni e news aggiornate. Vi invitiamo a tenerlo d’occhio, per verificare come questa esperienza procede. Sicuramente ne parleremo anche sabato 3 dicembre, quando la scuola sarà aperta per l’open day, dalle 11 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle 15 alle 17.
Sabato 19 Novembre 2011 19:02
il Preside
pubblicato su Abbìabbè di sabato 19 novembre
Ma da quando si festeggiano gli 80 anni? Da quando si capisce che due metà non bastano a spiegare l’intero
80 anni di presenza marista a Giugliano
Informiamo con grande piacere tutta la cittadinanza che, a partire dal 28 novembre 2011, L’Istituto dei Fratelli Maristi inizierà i festeggiamenti per ricordare la sua presenza sul territorio di Giugliano: si tratta di ben 80 anni di missione, 40 nel vecchio Istituto e altri 40 nella nuova sede.
Giunti nella piccola Giugliano di allora, nel lontano 1931, per venire incontro alle esigenze degli orfanelli, la nostra opera educativa si è declinata successivamente con la scuola elementare e media. Il contesto è poi cambiato e cresciuto: ugualmente i Fratelli Maristi hanno saputo intercettare le mutate necessità della popolazione: centro sportivo, attività culturali, formazione dei giovani, grest estivi...
Ultima risorsa offerta al territorio è stata quella del liceo scientifico, aperto proprio nel 2010-11 per sancire la continuità di questo impegno educativo.Scuola, luogo di incontro, centro sportivo, apertura al territorio, collaborazione con le istituzioni pubbliche, sede di convegni e incontri sociali… sono tanti gli impegni a servizio della popolazione e delle famiglie di Giugliano e dintorni.La nostra non vuole essere solamente una commemorazione ma il rivedere un progetto che continua e che cresce al passo con i tempi. L’inizio di questo evento sarà in linea con il nostro progetto educativo di scuola cattolica: lunedì 28 novembre, anniversario della posa della prima pietra del nuovo Istituto, sarà con noi il Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, per una concelebrazione nella nostra Cappella, alle ore 18.
Quando sei nel cuore della foresta, è proprio la foresta che non riesci a vedere… R. Kipling
Tutte le mattine gli alunni entrano a scuola, ciascuno con la sua fisionomia: passi allegri, cartelle al seguito, mosse insolite... ogni tanto qualcuno si sofferma su questa pietra bianca posta nel mezzo dell’atrio. Poche parole, una data: 28 novembre 1970.
Bei tempi, dirà qualcuno; anni turbolenti, ricorderanno altri. Contiamo gli anni con numeri esatti ma li filtriamo sempre attraverso i nostri occhi, le nostre esperienze, i nostri ricordi. D’altronde è solo così che cresce il futuro.
Finora non ne abbiamo ancora parlato in modo esplicito, ma la presenza dei Fratelli Maristi sul territorio di Giugliano è ormai un dato "storico" ottant’anni suonati: forse è un lascito della innata modestia che i maristi coltivano da sempre che ci porta a sorvolare su questa realtà, come se fosse normale. Abbiamo il benedetto vizio di imitare le violette nel bosco: ne senti il profumo ma quasi non le vedi. Così le abbiamo cementate nel nuovo cortile. Perché tutti le vedano e si ricordino. Ci sembrava necessario, perché è sulle cose importanti che si fondano gli impegni, le realtà durature, le scommesse di lungo corso. Come la nostra scuola.
80 anni sul territorio, al servizio delle famiglie, per il bene dei giovani, non sono pochi. E' un traguardo vitale (una intera generazione) e al tempo stesso simbolico. Di solito si festeggiano i 25, i 50: la passione del "10" è contagiosa. Ma passando ogni giorno nell'atrio della scuola, quella pietra è quasi un inciampo virtuale. Ci ricorda, tra l’altro, che in poco più di un anno l’edificio era già completo e operativo, pullulante di alunni. Altri tempi, vero?
Invece di rimpiangerli siamo abituati a rimboccarci le maniche per farne germogliare di migliori.
Questi 80 anni risultano simmetricamente divisi: 40 nel vecchio istituto ("i maristi vecchi", come ci ricordano ancora in tanti) e gli altri 40 nella nuova sede.
La missione, l'entusiasmo e i progetti non mancano. Sappiamo che il nostro lavoro in questo contesto sociale è importante anche se difficile. Il nuovo liceo scientifico, nato da poco, è l'ultimo tassello che abbiamo aggiunto al progetto educativo. Lo stiamo curando con passione e impegno e sta diventando un interessante laboratorio per ragazzi volenterosi e aperti, decisamene al passo con i tempi (dall’uso dei netbook alle aule virtuali). Ma nel campo educativo nulla è automatico!
Per guardare bene questa foresta di anni è necessario staccarsi, almeno per un attimo, dal groviglio di attività che una scuola come la nostra comporta. Si comprende meglio dove eravamo e chi siamo adesso.
Così pensiamo che sia bello ripercorrere alcune tappe, eventi e ricordi, che hanno segnato la nostra storia. E’ quello che vorremmo fare su queste pagine nel corso di quest’anno, senza importunare nessuno, anzi, raccogliendo le memorie e le storie che i tanti ex-alunni hanno contribuito a creare nel corso del tempo. Il gruppo su Facebook, il sito della scuola, sono ottimi strumenti di contatto.
“Il popolo che non conosce la sua storia è condannato a ripetere gli stessi sbagli” diceva il saggio Santayana; ma siamo consapevoli che si può imparare ben altro dal passato. Quando riprendiamo in mano i vecchi documenti dei primi anni, volumi scritti con una calligrafia da far impallidire i nostri teenager abituati alle raffiche di sms, si rimane colpiti. Non dalla grafia, ma dai fatti che ci hanno plasmato e che sono raccontati con la grazia e la precisione d’altri tempi.
In quest’anno proveremo a ripercorrere insieme alcuni di questi fatti, eventi interessanti o anche solo curiosi.
Varie sono le iniziative per questi 80 anni e la locandina le riassume in breve. Con queste righe abbiamo solo varato la nave. Adesso inizia la rotta.
(Fr. Giorgio Banaudi)
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