arrivederci, fr. Rocco 


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Sono certo che Maria accompagnerà in Paradiso

tutti i fratelli che moriranno nell'Istituto
(San Marcellino Champagnat)


In questa semplice pagina vogliamo raccogliere alcune foto e informazioni su fr. Rocco che ha vissuto nella comunità di Giugliano gli ultimi intensi anni della sua vita marista.
due parole di ringraziamento

alcune notizie sulla vita di fr. Rocco

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clicca per ingrandire la foto
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verso Amalfi, 2004
vita di comunità
la festa del dolce 2005
a Casapesenna, nel 2004
per l'inizio della scuola gita comunitaria, 2004
ad Avellino
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relax ad Avellino
con il Vescovo di Aversa
in gita comunitaria
a tavola
declamando i classici
"Exegi monumentum..."
con gli amici
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nei momenti dello svago
della festa
della semplice
convivialità
la camera ardente
Ciao


La sua vita

Fr. Rocco nasce a Vivaro Romano il 6 agosto del 1924 da Domenico Nazareno e Elisabetta Di Nicola. Entra al Probandato di Mondovì nel settembre del 1937 e al postulato di Ventimiglia il 21 settembre del 1940. Inizia il noviziato nel luglio del 1941 e fa la Prima Professione un anno dopo: il 26 luglio del 1942, festa dei Santi Gioacchino ed Anna. Si consacra definitivamente al Signore con la Professione Perpetua, a Bairo, il 14 settembre del 1947, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce. Emette il voto di stabilità a Ventimiglia il 26 luglio del 1963.
Durante la guerra i superiori cercano di assicurare nel migliore dei modi la formazione umana e religiosa sua e dei suoi compagni. Tra mille difficoltà, Ventimiglia e Mondovì ospiteranno i numerosi studenti. Al termine della guerra inizia la sua avventura apostolica. Nel 1946 giunge al San Giuseppe di Via Casaregis a Genova. Insegna nella scuola elementare e nello stesso tempo continua a studiare: ottiene infatti l’abilitazione all’insegnamento. Vi rimane fino 1954.
Con il 1956 inizia un periodo movimentato della sua vita: Manziana, Roma, una breve sosta a Mondovì e ancora Manziana. Sono anni di lavoro intenso e di studio. Si laurea in Lettere ed è chiamato a fare il Direttore nel Probandato a Manziana.
Nel 1966 torna a Roma come Direttore didattico e Superiore della Comunità. Oltre alla responsabilità nella scuola è chiamato a dedicare il suo servizio anche alla Provincia d’Italia dei Fratelli Maristi come consigliere.  Il Provinciale lo sceglie come suo vice.
Nel 1973 torna a Manziana come Direttore fino al 1976. Gli anni seguenti l’obbedienza lo chiama a Viterbo come insegnante al Liceo Scientifico. Anni che lui ha sempre ricordato con immenso piacere. Dopo un anno di riposo e servizio alla Casa Generalizia, nell’84-85, torna a  Manziana, inizialmente come insegnante di lettere e poi come custode.
Nel 1991, già provato nella salute, si trasferisce a Velletri dove resta fino al 1998. Al termine dell’anno invece di seguire gli altri fratelli anziani a Carmagnola, accetta di andare Giugliano dove trova il modo di rendersi ancora utile. Si inserisce come bibliotecario e soprattutto sostegno prezioso, puntuale e discreto  per quanti cercavano un aiuto in italiano e latino.

Carissimo Rocco, il Signore ti ha chiamato a sé nel giorno della sua passione. A Lui che ti ha amato hai dato la tua vita con gioia e sei diventato un segno del suo amore per quanti ti hanno conosciuto. Con Lui la Vita e la Gioia non avranno più fine.


Che il Signore, la Buona Madre, San Marcellino e tutta la famiglia marista del cielo ti accolgano nella casa del Padre!


Due parole di ringraziamento

pronunciate alla fine della messa di esequie del 17 aprile, al San Leone Magno

Ringraziamo di cuore tutti gli amici, i docenti e non docenti, gli alunni e i familiari che sono stati vicini in questi giorni difficili alla nostra Comunità. La nostra “famiglia” marista è una realtà particolare, il nostro sup. nella sua ultima lettera intitolata “Compagni meravigliosi” ci ricorda che noi fratelli maristi non ci siamo radunati insieme per simpatia, per un lavoro di gruppo o per condividere un semplice lavoro, sia pure bello ed esaltante come l’impegno educativo. Siamo radunati dall’amore del Signore che si manifesta attraverso l’obbedienza. Questo fr. Rocco lo sapeva bene e nonostante gli acciacchi e le difficoltà viveva questa sua presenza con attenzione e impegno.
Di tutte le nostre comunità era forse il fratello più anziano ancora inserito nella realtà scolastica. Dava il suo contributo alla vita comunitaria, con il servizio della sacrestia, della biblioteca, con la condivisione comunitaria.
Cercava di superare le difficoltà che la malattia portava con sé, i dubbi, le divergenze di vedute… con pazienza e rassegnazione. Quante volte mi veniva a presentare questi suoi problemi, che lui a volte ingigantiva per … eccesso di zelo e di attenzione. Per noi, abituati spesso a tranciare le cose in modo spiccio, era un richiamo a quelle che il Fondatore chiamava “le piccole virtù”. Lui aveva il tempo e la passione per coltivarle.
La perdita di fr. Rocco è stato così uno di quei momenti rivelatori dell'affetto e della stima di tanti.
In questa settimana di via crucis in ospedale quante persone sono passate a salutarlo! Eppure non insegnava, non si faceva vedere molto in giro… la sua era una discrezione quasi invisibile.
Spesso scopriamo le persone solo alla fine del loro percorso umano e ci rendiamo conto, in quel momento, di come siano state importanti certe presenze, certi consigli, certi esempi.

Grazie ancora, fr. Rocco.
(fr. Paolo Penna, vice provinciale)

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ricordino